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Capitano e ormai bandiera del Paris Saint Germain e colonna portante del Brasile che si appresta a giocare il Mondiale di Russia da favorita per la vittoria finale, il difensore Thiago Silva ha parlato a tutto tondo alla Gazzetta dello Sport del suo momento di carriera aprendo clamorosamente ad un ritorno al Milan.

Silva, fatica a guardare la carta d’identità?
"Assolutamente no. Ho 33 anni, ma questo non è un problema. L’età lasciamola pure ai documenti (ride, ndr). In campo cambia tutto. Lì è un’altra cosa e io ci sono ancora, eccome se ci sono. Sarò ancora protagonista".

Brasile favorito in Russia?
"Contro l’Austria abbiamo dimostrato di star bene, nonostante la gara sia stata complicata e più dura del previsto. L’obiettivo è di arrivare fino in fondo, questo è sicuro".

Sicuro, come il sentimento nei confronti del «suo» Milan. 
"Il Milan è nel mio cuore e lo sarà per sempre. Sono un grande tifoso e seguo ogni vicenda con grande trasporto: il calcio italiano ed europeo ha bisogno del vero Milan".

La strada sembra lunga...
"Purtroppo sì, ma certe problematiche sono da mettere in conto quando si cambia tanto: non è mai semplice per i giocatori, per la nuova dirigenza e, soprattutto, per il tecnico".

Che lei conosce molto bene
"L’uomo perfetto in questo preciso momento storico. Gattuso sta svolgendo un grandissimo lavoro, può essere il vero valore aggiunto".

In cosa non è cambiato rispetto al campo? 
"Nella cattiveria agonistica. In questo è il solito Gattuso: grintoso, non molla mai, usa sia il bastone, sia la carota".

Per ora sembra utopia pronunciare la parola scudetto
"La Juventus rimane la più forte e bisognerà capire cosa faranno Napoli, Roma, Inter e Lazio. Al Milan manca ancora qualcosa, come minimo due grandi giocatori".

La sua avventura a Parigi come prosegue? 
"Bene, ormai sono al Psg da tanti anni. Sono contento".

Ma a Milano tornerebbe? Sia sincero
"Non è mai semplice parlare del futuro, ma nel calcio “mai dire mai”. Tutto è possibile".

Sembra un’apertura...
"Come potrei dire di no al Milan? Una squadra che era e resterà per sempre nel mio cuore. Tornare, magari per chiudere la carriera, sarebbe una cosa bellissima".