12
Erick Thohir è intervenuto ai microfoni di Inter Channel, canale ufficiale del club nerazzurro, per porre l'attenzione su alcune tematiche: dalla questione stadio agli obiettivi del presente e del futuro. Il patron nerazzurro prende spunto dalle ultime operazioni di mercato che hanno portato ad un radicale ringiovanimento della rosa: "Inter ha età media sotto i 26 anni, quanto conta il mix? Se dobbiamo costruire un ciclo, non possiamo iniziare con una squadra dell'età media di 29 anni, perchè dopo soli tre anni sarebbe già a 32. Bisogna iniziare dai 25-26 anni, così la squadra può crescere bene e forte, ed essere nel pieno della maturità. Torneremo ad avere una media di 28 anni, ma dobbiamo costruirla insieme e non partire già da quell'età. Ci vuole tempo per diventare una squadra forte. Prendiamo in considerazione questo primo anno con Roberto Mancini: partendo dai 26 anni, se ci qualifichiamo alla Champions League, pensa dove possiamo arrivare tra 3 anni: sarà una squadra molto forte. Adesso abbiamo già pronti 15-16 giocatori in prima squadra, ma per giocare in Champions league devi averne 20-22. Magari dovremo aggiungere giocatori forti in futuro, ma vogliamo essere sicuri di essere sotto i 30 anni. Quando aggiungeremo qualcuno, arriveremo a una media di 27,5 anni, ma è una media accettabile. Io, da presidente, voglio vedere dati e numeri, l'ho già detto al management e alla parte sportiva, per riuscire a raggiungere questi obiettivi. E' tutto chiaro, sarà ancora lo stadio di Inter e Milan. Per questo abbiamo incontrato Berlusconi. Ora il management dovrà capire come gestire l'impianto insieme ai rossoneri e spero che nei prossimi due mesi riusciremo a trovare un accordo. Ho detto a Berlusconi che è importante andare avanti. A Milano abbiamo una situazione unica, i tifosi vanno d'accordo e le società ottengono risultati simili, non succede in altre città. E' bello lavorare insieme, ma ci sarà una scadenza".
DA MANCINI ALLA POLITICA DEL CALCIO ITALIANO - Thohir loda anche il suo allenatore, mostrando anche quello che deve il lavoro di squadra tra management e staff tecnico: "
Quando lo abbiamo ingaggiato, era il miglior candidato per l'Inter, ecco perché abbiamo preso una decisione difficile in quel momento. C'è stata una lunga riunione con tutto il management, non ho deciso da solo e abbiamo parlato fino alle due di notte. Quella sera abbiamo deciso tutti insieme fino a tarda notte. Il giorno successivo siamo andati avanti con la nostra scelta e abbiamo contattato Mancini per spiegargli i nostri problemi e il nostro futuro. E' importante che il nostro allenatore sia in linea con quanto vogliamo costruire, non deve essere solo una decisione personale. Come ho già detto, io lavoro per l'Inter. La cosa più importante è la lealtà dei tifosi verso la squadra, non verso di me. E' importante che i tifosi vengano allo stadio a sostenere la squadra, sia quando le cose vanno bene che quando vanno male. Io ho appena iniziato a lavorare per l'Inter, il titolo recita in grande: 'Presidente, ma io faccio parte del gruppo di lavoro'. Per questo voglio che il management e tutti noi, non solo io come presidente, lavoriamo per far sì che l'Inter torni tra i migliori 10 club del mondo. Tutti insieme lavoriamo per il club e per i tifosi. Due cose: i presidenti dei club devono lavorare insieme e non dire agli altri cosa devono fare o litigare tra di loro. Quella è la direzione sbagliata, noi vogliamo lavorare insieme per ottenere grandi risultati in Serie A. Dobbiamo incontrarci per prendere la strada giusta, continuare a parlare male degli altri presidenti alle loro spalle non è la soluzione vincente. Abbiamo già diversi problemi ogni week-end sia quando vinci che quando perdi. La Serie A ha una storia di 100 anni, perché scontrarci l'un l'altro? Dobbiamo trovare una soluzione vincente per tutti. Secondo: siamo in un mondo globale, non possiamo pensare solo alla Srie A o ragionare solo da italiani o indonesiani. In un mondo globale, dobbiamo competere con gli altri Paesi e gli altri sport. Pensiamo al rugby come sta crescendo velocemente. Nella nostra area non è molto popolare, eppure Singapore ospiterà il World Rugby Seven Series. Honkg Kong ha già ospitato diverse partite e anche l'Indonesia ci sta pensando. Ti immagini il rugby in Indonesia? La Serie A era il migliore campionato, dobbiamo raggiungere i tifosi di tutto il mondo, ma non solo come una solo squadra. Come Serie A, se non raggiungiamo questo traguardo è inutile parlare della Premier. L'Asia è il miglior mercato per lo sport in questo momento. L'Indonesia ospiterà la Moto GP e prima non la conoscevamo, Singapore ha la Formula Uno. La concorrenza non è solo con il calcio, ma anche con altri sport. E' importante che altri presidenti comprendano la globalizzazione, bisogna raggiungere tutti i tifosi. Più i tifosi seguono la Serie A, meglio è per tutti. Ero a Singapore e non riuscivo a vedere la Serie A, nelle notizie si parlava solo di Premier, in tanti altri Paesi in Asia la situazione è questa".


PRIMO BILANCIO DELLA PRESIDENZA - Il presidente dell'Inter fa anche un primo bilancio dei suoi primi due anni di presidenza e di quelli che sono stati i cambiamenti: "Questa stagione è la migliore, abbiamo costruito il management e la squadra e i risultati si vedono. Parlando di business, stiamo andando bene, i risultati arrivano. Questo è il nostro sogno, ma la stagione non è ancora finita. Adesso è presto, ma è uno dei momenti più felici anche per me. E' importante che l'Inter torni in Champions League. Un altro momento importante è stato quando Massimo Moratti mi ha dato l'oppotunità di diventare partner e di entrare in Serie A. Un altro momento storico è stato il ritiro di Javier Zanetti, anche se non ho fatto parte di quella storia, ho sentito l'emozione e quanto l'Inter sia grande, sin dal giorno della sua fondazione. Puoi vedere quanti grandi giocatori, grandi presidenti hanno fatto un passaggio di consegne per far rimanere l'Inter una squadra forte. Questi tre ricordi rimarranno sempre nel mio cuore, ma è anche importante questa stagione perché vogliamo arrivare in Champions. Quello sarebbe un grande traguardo per me come presidente. Dal punto di vista caratteriale, non penso di essere cambiato. Da perfezionista, voglio mantenere le promesse che faccio, lavoro duramente. Quello non è cambiato, però sono cambiate altre cose. Adesso la gente mi riconosce: in Indonesia mi conoscevano già, ma quando sei in giro per il mondo a, Singapore, a New York a Hong Kong, in Cina e in Europa e vieni riconosciuto, questo ti cambia. E' la realtà della vita, è un buon momento per incontrare i tifosi. Sono appena tornato da Singapore e sull'aereo ho incontrato un tifoso che fa l'avvocato e mi ha detto: 'Presidente, io sono un suo tifoso'. E' bello stare vicino ai fan, salutarli perché sono parte del sistema per tornare grandi. I tifosi sono il nostro sangue".