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    'Ti prego, dimmi che Cuadrado resta': Di Marzio racconta la sua estate di mercato

    'Ti prego, dimmi che Cuadrado resta': Di Marzio racconta la sua estate di mercato

    D'estate, cambio nome. "Ciao Calciomercato", mi salutano così. "Vidal resta? Chi compra il Milan?", e io povero illuso che penso di chiamarmi Gianluca e spero di sentirmi chiedere come sto. Le mie vacanze sono passate così, telefonino sempre in mano e giornali sotto braccio, mia moglie mi avrà maledetto. Dalla Puglia alla Liguria, passando per la Toscana. 

    Ho viaggiato insieme ai sogni degli italiani, sempre desiderosi di notizie per non rovinarsi il bagno a mare. "Ti prego, dimmi che Cuadrado resta", un sorriso e la classica risposta che lascia aperto quello spiraglio difficile da mandare giù. "Per il momento, non ci sono offerte concrete, prendi il sole sereno. Almeno oggi". Che sole ce n'è poco. Mi ha divertito molto un signore napoletano, sulla sessantina, che incrociavo ogni mattina a Torre Mozza, verso le dieci, appena mi tuffavo. Entravo in acqua, mi guardava e "il Napoli ha preso qualcuno? Niente ancora?", agitando la mano sempre più sfiduciata. Non sono riuscito a dirgli di De Guzman, ero appena partito per Castiglioncello, non so se sarà comunque felice. 

    Capita poi di ricevere una telefonata, magari giusta, al bar del lido, con due ragazzi al tavolo vicino che sentono tutto. "La Juve sta provando a prendere Luisao, ma il Benfica non molla. Lavoraci", e in quel caso ti confidi proprio con quei tifosi appassionati e sconosciuti a cui fai promettere di non dire nulla. Fino a quando non rivelerai la notizia in tv. Li testi, esattamente come fa un ds o un agente al giornalista amico in cambio del silenzio "perché l'affare può saltare, ti avviso io quando è il momento di farla uscire", il modo più veloce e fidato per conquistarsi una fonte. 

    I vicini di ombrellone all'inizio mi prendevano per pazzo, da rinchiudere immediatamente. "È fatta davvero? Quando le visite mediche?", ero io al cellulare che sbraitavo sulla sabbia bollente. Poi quando hanno capito o gli hanno detto che "quello è il giornalista di Sky che parla di squadre che comprano e vendono", allora si sono rassegnati e magari pure divertiti nel captare in anteprima che Diego Lopez era del Milan e sul giornale che leggevano non c'era scritto ancora nulla. 

    Passeggiando per Gallipoli, poi, ho capito quanto il calciomercato sia diventato sempre di più il compagno di banco per ogni giovane sportivo. Ogni metro, una foto. Nemmeno fossi Belen. Tutti a chiedermi novità sulla loro squadra del cuore e poi a spiegare alle proprie fidanzate incredule (in versione fotografe) che "è colpa sua se la sera non ti faccio vedere il film o la fiction", colpito e affondato. 

    I bambini sono i più innocui, in apparenza. Perché poi vengono spesso usati dai genitori come esche per strapparmi la notizia: "Chiedi al signore chi compra l'Inter, lo volevi sapere no?", mentre il piccolo imbarazzato non sa nemmeno se Osvaldo è un giocatore o un pupazzetto da prendere sì, ma al più vicino negozio per giocattoli. A scuola di calciomercato, chissà magari un giorno diventerà materia di studio. Mai compiti per le vacanze sarebbero più graditi.  


    Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)

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