Ha fatto e farà ancora rumore il messaggio pubblicato sul proprio profilo Facebook dall'ex attaccante del Chievo Simone Tiribocchi, che oggi svolge l'incarico di vice-allenatore della formazione Primavera del club gialloblù. Rivolgendosi idealmente al figlio di 5 anni, il "Tir" ha attaccato il mondo del calcio giovanile, denunciandone tutte le storture. "Mio figlio ha cinque anni, l’anno prossimo lo vorrei portare in qualche scuola calcio per iniziare. Mi dice sempre: 'Papà voglio giocare a calcio'. Io invece lo porto nella natura a pescare. Sinceramente l’unico motivo per cui vorrei che facesse questo mestiere è per i benefici economici, ma se penso al calcio di oggi, per il bene che gli voglio sarebbe meglio stesse alla larga da questo ambiente di m..."

"Io ho fatto questa vita e non ci sputo sopra, ma o sei uno che ha due palle grandi così ed è disposto a mandare giù m... o se invece sei un bambino timido, un po’ chiuso… meglio evitare. Da quattro anni vivo nel mondo delle giovanili, vedo come si comportano e vedo l’Italia calcistica com'è messa... Oggigiorno le società per risparmiare prendono allenatori che lo fanno per hobby o come secondo lavoro... Tanti allenatori delle giovanili scaricano i filmati da internet per pianificare gli allenamenti, senza sapere se quell'esercizio abbia senso per i bambini. Chiedono ai ragazzi di ragionare non individualmente, ma di reparto, cosa che fino agli Allievi è imbarazzante, non ha senso".

"Se io sono felice di quello che faccio, ho delle idee e mi permettono di portarle avanti con i ragazzini, cosa posso chiedere di più? La verità, però, è che non te lo fanno fare. Le società cercano solo i risultati. Arrivano dei procuratori, anche negli Allievi, ti dicono “questo mio ragazzo deve giocare” e ti danno 30.000 euro. O alcuni allenatori che pagano 40.000 euro per essere assunti. Poi ci si chiede come mai l’Italia non va ai Mondiali. Cari presidenti e dirigenti, non cadete dal pero. Tutti sanno che nelle giovanili c’è gente che paga per allenare o giocare e nessuno fa nulla".