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Torino, D'Ambrosio:| Un'annata da incorniciare

Torino, D'Ambrosio:| Un'annata da incorniciare

  • A.S.

Di norma è una questione di gambe e polmoni, il ruolo del terzino. Ma in questo Torino è anche e soprattutto una questione di testa. Perché la concorrenza sulla fascia destra è continua e quindi per affrontarla nel modo migliore occorre avere nervi saldi oltre che la giusta dose di autostima. Senza queste due caratteristiche la stagione di Danilo D'Ambrosio non si sarebbe attestata su una media così alta. Se è vero che si matura nelle difficoltà, è lecito immaginare, pensare e constatare che il ragazzo campano, a fine campionato, sarà ancora di più un giocatore da serie A fatto e finito.

LE DIFFICOLTA' - Certo che non deve essere stato dei più semplici il suo approccio con la massima divisione. Dopo averla sognata da bambino prima e da professionista poi quando in serie C giocava nella Juve Stabia, l'ha conosciuta dal vivo a partire da questa estate, seppure con l'handicap del viverla a singhiozzo. Perché nel Torino, di fatto, ci sono due terzini destri, lui e l'altro giovane emergente Darmian, mentre a sinistra per lungo tempo c'è stato solo Masiello visto che l'alternativa era Caceres, che ha trovato la condizione agonistica cammin facendo. Bene, con questa concorrenza D'Ambrosio si è dovuto sobbarcare anche il carico psicologico di dover dimostrare non solo a se stesso ma anche al tecnico di essere all'altezza della situazione, leggasi serie A. Il ragazzo, settimana dopo settimana, ha avuto la forza per non farsi schiacciare dai dubbi e quindi dalle pressioni, concentrandosi sul lavoro in allenamento con la speranza di poter dare poi il massimo in caso di chiamata. In realtà ha avuto qualche occasione in meno rispetto a Darmian nonostante sia stato in grado di esibirsi pure a sinistra (1557 minuti per 19 gettoni rispetto ai 1993 per 21 presenze dell’ex palermitano) ma in ogni caso non si è mai perso d'animo. Anzi, la sua filosofia-zen gli ha permesso di rimpicciolire i problemi e ingrandire quelle che sono state le soddisfazioni. Un metodo utile per non ingrossarsi il fegato e affrontare il presente e il futuro con lo smile stampato in faccia.

PURE BOMBER - Tra l'altro il ragazzo ha avuto il merito oltre che l'abilità di riuscire pure a segnare due reti, una di contorno a Bergamo nella vendemmia in trasferta con l'Atalanta e una da tre punti con il Bologna grazie a una inzuccata che fece esplodere la Maratona. Dunque un'annata sin qui da incorniciare quella di D'Ambrosio, che proprio domenica scorsa ha sfiorato un'altra rete da tre punti, quando nella gara pareggiata col Palermo per 0-0, a pochissimi minuti dal 90’ è arrivato con un attimo di ritardo alla deviazione davanti al palo su uno schema da corner calciato da Cerci e prolungato da Meggiorini.

GRANDI AMICI - In ogni caso non è certo il numero di gol che firmerà a risultare la cartina di tornasole utile per leggere e valutare la sua stagione. D'Ambrosio sin qui ha risposto positivamente a tutte le aspettative trasformando in energia positiva il duello per un posto da titolare con l'amico Darmian. Una sfida che sinora è stata da sprono per entrambi e non ha intaccato, anzi, il loro rapporto extracampo. I due continuano a frequentarsi assiduamente anche oltre il lavoro grazie al fatto che le rispettive compagne sono molto amiche e hanno legato fra loro. Ora per la gara di domenica a Parma si ripresenta il solito dilemma: chi giocherà come terzino destro, D'Ambrosio o Darmian? D'Ambrosio ha imparato a non porsi la domanda e convivere solo con le risposte che arrivano quando viene comunicata la formazione. Filosofia zen: ah, che salvezza!

(Tuttosport - Edizione Locale)

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