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Tre partite, tre sconfitte, zero punti fatti: sono i preoccupanti numeri di questo inizio di campionato del Torino. “Apro un nuovo ciclo” aveva annunciato Urbano Cairo in estate, dopo la sudata salvezza dello scorso anno, i risultati finora ottenuti fanno però venire in mente un vecchio ciclo. Da incubo. Per trovare un altro inizio di campionato altrettanto negativo della squadra granata bisogna tornare alla stagione 2002/2003: furono Inter, Lazio e Modena all’epoca a battere il Torino, ora sono state Fiorentina, Atalanta e Cagliari. C’è anche un’altra analogia tra diciotto anni fa e oggi: a dare i tre punti alla Lazio nel settembre 2002 fu un Simeone (Diego), il Cagliari ha invece vinto con le reti di un altro Simeone, Giovanni, proprio il figlio del Cholo. 

PRESIDENTI CONTESTATI - Ma a ben vedere le analogie tra ieri e oggi vanno anche al di là dei risultati: nel 2002 c’erano un patron e un presidente contestato, Francesco Cimminelli e Tilly Romero, una tifoseria delusa e infuriata che chiedeva la cessione del club. Ed è rimasta nella memoria la celebre marcia dei 50.000 tifosi per le strade di Torino, in un giorno significativo come il 4 maggio (l’anniversario della tragedia di Superga), all’indomani dell’aritmetica retrocessione in serie B. Ora nel mirino dei tifosi c’è invece Urbano Cairo, colpevole di non aver mantenuto le varie promesse fatte e non aver mai fatto fare il salto di qualità alla squadra e alla società. Tra striscioni, sit-in, manifestazioni varie, la protesta della piazza granata dura da ormai diverso tempo e, nella notte tra venerdì e sabato, alcuni tifosi sono arrivati anche a porre una testa di un maiale sopra uno striscione con scritto “Porco vendi!”. Sul fatto ora indaga la Digos.
CAMOLESE ESONERATO, GIAMPAOLO PER ORA NO - Nel 2002/2003 la striscia di sconfitte consecutive si interruppe dopo quattro partite, alla quinta la formazione granata batté 1-0 il Chievo, pochi giorni dopo il tecnico Giancarlo Camolese venne però ugualmente esonerato. Marco Giampaolo al momento non rischia invece l’esonero, anche nei confronti dell’allenatore, però, il malcontento dei tifosi sta crescendo sempre di più e in tanti si stanno domandando se non fosse stato meglio confermare Moreno Longo, anziché optare per un nuovo tecnico a cui non è stata però consegnata una squadra adatta alla sua idea di calcio.