Il nuovo presidente del Parma, Pietro Pizzarotti, non poteva iniziare meglio la propria gestione: una vittoria in trasferta, sul campo di un Torino in piena euforia, e per giunta netta e legittima, propiziata da un grande Gervinho, migliore in campo in assoluto, e che nel finale ha rischiato di assumere proporzioni più corpose, e addirittura umilianti, per la squadra di Mazzarri.

La partenza del Parma - meglio schierato ma anche fisicamente più prestante - sorprende i granata, cui non porta grandi risultati l’inversione di fascia fra Izzo e Djidji e soprattutto l'inserimento di uno spento Soriano a centrocampo. Errori che in pratica hanno regalato un tempo agli avversari, senza sminuirne i meriti, ovviamente. Dopo un paio di incursioni poco pericolose dei granata è il Parma che passa in vantaggio. Gervinho si catapulta sulla fascia sinistra, Izzo e Nkoulou si ostacolano a vicenda e l'ivoriano, da distanza ravvicinata, batte Sirigu sul primo palo (9'). Il Toro accusa il colpo, dopo il clima di euforia da cui s'era fatto prendere dopo la vittoria di Marassi. E l'attento schieramento del Parma, molto corto e avaro di spazi, non lascia molte chance a Belotti piuttosto isolato. De Silvestri accorcia troppo le sue sgroppate e indulge a crossare dalla trequarti, e Iago Falque non appare in giornata troppo brillante pur dandosi da fare. Al contrario di Soriano si muove Baselli insieme col solito Rincon. Su un capovolgimento di fronte (lancio verso De Silvestri intercettato) il Parma, ben orchestrato da Scozzarella, raddoppia: Gagliolo si inserisce sulla sinistra e tocca per Inglese che al volo devia verso l'angolo alto (25'). Zero a due e gelo sul "Grande Torino".

I granata reagiscono ma senza grande lucidità mentre il Parma si difende con ordine ed accortezza. Ci vuole un colpo d’istinto di Baselli su un pallone ribattuto da una mischia per centrare il bersaglio con un gran tiro da fuori (37') e accorciare le distanze. Rientrato in partita, il Toro si rianima, ma non riesce a creare occasioni pericolose. Frenato in qualche occasione anche da errori dell’arbitro, poco felice nella valutazione dei falli.

A inizio di ripresa Mazzari cerca di dare un assetto più offensivo alla squadra inserendo prima Zaza e poi Berenguer (e infine anche Parigini) al posto di Djidji e di Soriano ed infine anche di Baselli. I cambi consentono al Torino di rendersi più pericoloso e di prendere d'assalto l'area avversaria, ma in concreto Belotti e soci non ne cavano grosse opportunità, se non alcune mischie furibonde ma ben risolte dalla fisicità della difesa del Parma. E' proprio il Parma addirittura, con alcuni contropiede orchestrati da uno scatenato Gervinho, che va vicino al terzo gol, due volte con l'ivoriano e una con Inglese, che servito da Gervinho, colpisce la traversa (9'). Anche D'Aversa corre ai ripari inserendo gente fresca, Ceravolo e Gazzola, al posto di Inglese e Biabiany. E in pieno recupero è Sirigu ad impedire al bravo Gagliolo, in un paio di occasioni, di impinguare ulteriormente il risultato. Ma sarebbe stata una beffa troppo atroce per il Toro.

IL TABELLINO

Torino-Parma 1-2 (primo tempo 1-2)


Marcatori: 9' p.t. Gervinho (P), 25' p.t. Inglese (P), 37' p.t. Baselli (T)

Torino (3-4-2-1): Sirigu; Djidji (3' s.t. Zaza), Nkoulou, Izzo; De Silvestri, Rincon, Baselli (37' s.t. Parigini), Aina; Falque, Soriano (13' s.t. Berenguer);  Belotti. All. Mazzarri. 

Parma (4-3-3): Sepe; Iacoponui, Bruno Alves, Bastoni, Gagliolo; Grassi, Scozzarella (32' s.t. Deiola), Barillà; Biabiany (24' s.t. Gazzola), Inglese (24' s.t. Ceravolo), Gervinho. All. D'Aversa. 

Arbitro: Massa di Imperia

Ammoniti: 27' p.t. Barillà (P), 45' p.t. Sepe (P), 36' s.t. Rincon (T), 40' s.t. Gagliolo (P) 41' s.t. De Silvestri (T), 44' s.t. Deiola (P)