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Il suo acquisto ha comportato una serie di operazioni "di contorno", per aggirare le norme sul tesseramento degli extracomunitari, che hanno richiesto tutta l'astuzia possibile da parte della dirigenza del Torino. A distanza di un mese dall'ufficializzazione, però, Marko Vesovic non ha ancora totalizzato un minuto di Serie A; sempre convocato, ma sempre in panchina, per il nazionale montenegrino si prospetta il classico (e spesso lungo) periodo di "apprendistato" cui Giampiero Ventura sottopone i nuovi acquisti, specie se stranieri. Per sua fortuna, la professionalità e la pazienza non gli fanno difetto.

Ma Vesovic potrebbe anticipare leggermente i tempi previsti per il suo debutto, entrando...dalla porta di servizio. Laterale che macina la corsia destra, su questa fascia - e solo su questa - si è sempre sviluppata la sua carriera. Ma al Toro quello è il posto dell'inamovibile Darmian. Molto più fluida la situazione sul versante opposto, dove D'Ambrosio non c'è più, Pasquale non convince appieno e Masiello si è infortunato. Vero che l'ex Stella Rossa non ha mai giocato a sinistra, ma nemmeno lo stesso D'Ambrosio aveva mai frequentato quel lato del campo, prima che Ventura ci lavorasse al meglio rendendolo un brillante esterno mancino. Se ci riuscisse anche con Vesovic, il Torino prenderebbe due piccioni con una fava: riempirebbe un "buco" tattica e troverebbe collocazione ad un prospetto considerato molto interessante.