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Rino Gattuso baderà più a ciò che faranno i suoi giocatori piuttosto che a quello che combinerà Andrea Belotti, d’altronde lo conosce già molto bene e non sarà la partita del San Paolo a cambiare o rafforzare la sua opinione sul Gallo. Chi darà più attenzioni al centravanti saranno magari i dirigenti partenopei dalla tribuna ma, soprattutto, Moreno Longo e i tifosi granata. Napoli-Torino non sarà e non dovrà essere la partita in cui il club azzurro si deciderà a puntare su Belotti per la prossima stagione. Dovrà essere quella in cui il capitano granata trascinerà i suoi fuori dal tunnel della crisi. 

Il calendario non sta certo facilitando il Torino in questo periodo: dopo cinque sconfitte consecutive (sei se si considera anche la Coppa Italia) i granata avrebbero preferito probabilmente un avversario sulla carta più abbordabile per cercare di interrompere la striscia negativa. Invece sarà di scena al San Paolo, là dove Messi e compagni sono stati bloccati sull’1-1 pochi giorni fa. Belotti non è Griezmann ma è chiamato a fare come il francese, capace di bucare la difesa partenopea fino a quel momento perfetta.
Del mercato ci sarà tempo per parlarne, eventualmente, a fine campionato. Intanto Belotti pensi solo a come far male al Napoli: ne ha bisogno il Toro, il suo Toro, quello del presente e magari anche quello del futuro. Lo si capirà fra qualche mese se il San Paolo diventerà la nuova casa del Gallo, intanto che inizi già da domani a prendere le misure delle porte.