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Quest’anno niente corsi mascherati per le strade, ma il Carnevale è partito egualmente persino con anticipo. La festa non è piacevole e neppure allegra. Sfilano i personaggi tradizionali ma non incantato perché dietro i volti dei vari Pulcinella, Arlecchino, Gianduja e Giacometta ci sono quelli delle loro caricature fasulle. Anzichè coriandoli, volano pietre che fanno male. L’ennesimo decreto varato questa notte sulle misure anti-Covid è un insulto alla brava gente e al buon senso. Si possono fare cose inaudite mentre è vietato muoversi secondo ragione. Tanto per dirne una, cinema e palestre continueranno a essere chiusi mentre sarà possibile riempire una nave per andare in crociera. Eppoi, i bar non potranno effettuare l’asporto dopo le ore 18 manco di un caffè o una tisana quando, per evitare l’ammassamento da aperitivo, sarebbe bastato vietare la mescita di acolici. Le estetiste torneranno a chiudere, ma le parrucchiere no. Gli studenti rientreranno a scuola, al 50 per cento, senza che sia stato risolto il problema dei trasporti.

Aumenta in maniera impressionante il numero dei vaccini fatti su chi non ne avrebbe diritto. Avanti tutta e per tutti il carrozzone del Dpc italiano mentre Inghilterra, Germania e Francia ci insegnano che non si batte il Covid con i compromessi. O chiuso o aperto, senza se e senza ma. Del resto che cosa ci si poteva aspettare di differente da un Governo il quale vara decreti usando la medesima disinvoltura eticamente insopportabile con cui compie ogni sorta di equilibrismo circense pur di continuare a sopravvivere? Nulla di diverso da ciò che sta accadendo. Dal premier Conte, dopo il fallito assalto alla diligenza tentato da Renzi, ci si doveva aspettare una reazione in linea con la sua conclamata filosofia politica della serietà. Ovvero il gesto democratico di presentarsi subito alle Camere per la fiducia.
Invece anche l’avvocato del popolo è caduto dritto nella bocca della Balena Bianca quella che era la vecchia Democrazia Cristiana capace di ogni giravolta e di assortiti intrighi di Palazzo pur di salvare la pelle. Così Conte si paleserà alle Camere soltanto lunedì quando sarà sicuro di poter contare sul voto dei transfughi in arrivo da Forza Italia, da Italia Viva e persino dal resuscitato Mastella, i quali vengono definiti responsabili anzichè con il loro vero nome di prezzolati voltagabbana.

Sono trascorsi quattordici anni dal giorno in cui, in piazza a Bologna, Beppe Grillo lanciò il suo primo “Vaffa Day”. L’impressione era che, da quel momento, per il popolo italiano si potesse inaugurare una nuova stagione degna delle definizioni ispirate alla libertà e alla democrazia autentiche. Purtroppo, a conti fatti, appare chiaro che si era trattato di una semplice illusione o persino di una truffa ideologica. Dunque, benvenuti tutti alla nuova edizione di questo tristissimo Carnevale.