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E alla fine è di nuovo Inter-Real Madrid. Mercoledì sera andrà in scena a San Siro una delle sfide più affascinanti del calcio mondiale con la possibilità per i nerazzurri di “vendicare” le delittuose sconfitte subite nel girone di Champions dello scorso anno.

Da quando l’urna di Nyon ci ha regalato 3/4 del girone dell’anno scorso, la nostra memoria si è fissata su quei due incredibili match contro i 13 volte vincitori della Champions. La gara di Madrid, giocata a Valdebebas, ci ha praticamente condannato all’eliminazione (anche se poi il jolly decisivo è stato sprecato contro lo Shakthar).

Impossibile dimenticare quella partita. Dopo la partenza a “handicap” la squadra di Conte reagì rimontando i due gol di svantaggio e prendendo in mano il match. La gestione sciagurata degli ultimi minuti in cui si decise di giocare all’arma bianca contro un Real ormai capace solo di singole ripartenze ci fece buttare via un pareggio che aveva il sapore di qualificazione.

A San Siro invece fu un autentico disastro, con il rigore in apertura e l’espulsione di Vidal al minuto 30. Tutto buttato nel cestino e sconfitta senza troppe recriminazioni.

Il sorteggio ha offerto all’Inter la possibilità di “vendicarsi” di due batoste che nei cuori dei tifosi fanno ancora male. 

L’Inter attuale è cambiata tanto negli uomini e nello spirito. La squadra dell’ultimo trimestre del 2020 aveva ancora molti timori e alcune evidenti insicurezze, non dava l’impressione di sapere gestire i vari momenti delle partite soprattutto quando la tensione saliva e il pallone “pesava”. Dopo quasi un anno però la squadra è cambiata, da quelle sconfitte ha imparato tanto, da lì non si è più fermata rialzando la testa e andando a conquistare con estrema sicurezza e determinazione lo scudetto numero 19!
Non è cambiato però solo questo, la sicurezza nei propri mezzi è aumentata in maniera esponenziale ma è anche vero che rispetto allo scorso anno ci sono pezzi del puzzle mancanti. Conte, Lukaku, Eriksen e Hakimi sono stati “rimpiazzati” da Inzaghi, Dzeko, Calhanoglu e Dumfries con l’aggiunta dei preziosissimi Correa e Dimarco. Squadra diversa ma non per forza più debole. Il campo dirà la sua ma in questi novanta minuti potremo già accorgerci delle possibili differenze.

Intanto l’Inter si avvicina a questa bellissima e delicata sfida con un pareggio ottenuto a Genova contro la Sampdoria in una partita dai parecchi risvolti tattici e umorali.

A Marassi l’Inter ha patito la stanchezza che inevitabilmente ha colpito tanti giocatori, prestando il fianco alla sfortuna dell’ennesimo infortunio di Sensi che ha costretto la squadra di Inzaghi a giocare gli ultimi 25 minuti praticamente in 10 uomini.

Brozovic, Barella, Perisic e Calhanoglu hanno resistito solo un tempo, le loro gambe non hanno retto alla fatica e al caldo del mezzogiorno consegnandosi al centrocampo avversario. Forse Inzaghi ha sfidato troppo il fato nell’effettuare tutti i cambi prima del minuto 70,  ma è anche vero che la situazione non era facile da gestire. La quasi totalità dei titolari non ne aveva per 90 minuti e i cambi sono diventati quasi una necessità. L’ennesimo infortunio di Sensi appena entrato ha condannato Inzaghi a rinunciare alla vittoria che, a parer mio, avrebbe anche meritato.

Ora si resetta, si mette un punto e si va a capo concentrandosi su quel girone di Champions che da 3 anni vede l’Inter uscire delusa. L’obiettivo di questa stagione è di rientrare tra le prime 16 d’Europa, partire con il piede giusto sarebbe l’ideale per sbloccarsi mentalmente e sentirsi più a proprio agio nella massima competizione Europea. 

Nemmeno stavolta per Inzaghi sarà facile trovare la soluzione ideale. Sensi starà ancora fuori a lungo mentre Bastoni molto probabilmente tornerà in campo solo contro il Bologna. Bisogna stringere i denti, il Real non aspetta nessuno e l’Inter deve farsi trovare pronta nonostante le difficoltà.