Il calcio è corrotto a ogni livello e la sua gente ha quasi esaurito la fiducia nei suoi confronti. Non è l’opinione che ciascuno di voi potrebbe sentir pronunciare al bar, ma il dato contenuto in un denso rapporto di Transparency International (QUI), l’organizzazione non governativa che studia la diffusione dei fenomeni di corruzione nel mondo. Per ovvie ragioni, da qualche tempo a questa parte TI si occupa dello sport e dell’inquinamento cui è stato sottoposto dall’assalto dei gruppi criminali e dall’avidità dei suoi attori agonistici e dirigenziali. Negli anni recenti più di una volta essa ha dedicato studi e rapporti di ricerca a temi quali il match fixing, e la corruzione diffusa tra dirigenti e atleti.

L’ultimo studio in ordine di tempo è stato pubblicato oggi. S’intitola Global Corruption Report: Sport (QUI). Un documento di quasi 400 pagine, costruito col contributo di studiosi e giornalisti, che passa in ampia rassegna tutti gli aspetti dei fenomeni di corruzione nel mondo dello sport. In questo contesto, al calcio è stata riservata una particolare attenzione non soltanto in termini di analisi teorica e documentale, ma anche grazie al lancio di una consultazione empirica che riguarda il livello di (residua) fiducia che i tifosi hanno nei confronti del movimento e dei suoi gruppi dirigenti.

La rilevazione è intitolata “The Transparency International/Forza Football Poll” (QUI), e ha coinvolto circa 25 mila tifosi distribuiti in 28 paesi. Ne sono sortite cifre di cui i governanti del calcio, sia a livello internazionale che ai diversi piani nazionali, dovrebbero preoccuparsi. L’indice di sfiducia nei confronti della Fifa tocca il 69% a livello mondiale. Questa cifra costituisce una media composta da diversi indici nazionali, che vanno dal 31% di sfiducia dei thailandesi al 88% dei cileni. La sfiducia dei tifosi italiani si attesta a quota 60%, la quota più bassa fra i paesi dell’Europa Occidentale, che fanno registrare il 63% di sfiducia tra i francesi, il 64% tra gli svizzeri, il 65% tra i belgi, il 70% tra gli austriaci, il 72% tra i tedeschi, il 76% tra britannici e spagnoli, fino a toccare picchi di 80% tra gli irlandesi e 81% tra i portoghesi. La rilevazione dà altre cifre significative. Il 50% del campione di intervistati sostiene che la Fifa non ha possibilità di restaurare la propria reputazione. Il 60% non sceglierebbe nessuno dei candidati alla presidenza che questa settimana si disputeranno la poltrona di presidente della Fifa. Soprattutto, il 43% afferma che gli scandali hanno condizionato il loro modo di vivere il calcio e provarne passione. E questo è davvero il dato più allarmante, perché significa che il ripetersi dei casi di corruzione ha non soltanto screditato le istituzioni e i loro leader, ma ha anche colpito in modo grave la passione popolare. Quasi la metà degli intervistati manda un messaggio netto: non basterà fare pulizia e dare al calcio dei governanti credibili. La passione dei tifosi è pericolosamente a rischio, e per riconquistarla bisognerà dare delle eccezionali prove di rettitudine. Magari colpendo con decisione le zone grigie fra legalità e illegalità che nel calcio si fanno sempre più ampie.

@pippoevai