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Udinese eroica oppure no? I bianconeri, rimasti in dieci nel primo tempo dopo l'espulsione del Tucu Pereyra, riescono nella ripresa a portare via un punto contro un Bologna incapace di sferrare il colpo del ko.

Ha poco da recriminare Mihajlovic, furioso al fischio finale. Il risultato non è di certo figlio di errori arbitrali (sul gol di Beto non c'è alcuna spinta di Becao su Skorupski) bensì delle mancanze dei rossoblù. Con un uomo in più non puoi farti schiacchiare nella tua area di rigore, non puoi permettere all'avversario - fino a quel momento mai veramente pericoloso - di iniziare a creare occasioni da gol.

Un pareggio, quello bianconero, che dall'esterno sembra avere il sapore di impresa ma che in realtà fa emergere ancora una volta le debolezze croniche della formazione friulana. Per questo motivo parlare di eroismo per quanto visto ieri al "Friuli" c'azzecca ben poco. 

Ha ragione Gotti nel post partita a non essere soddisfatto: "Nell’intervallo ho detto ai miei che non ero per nulla contento del primo tempo. Non mi è piaciuta la partita. È stata lenta e molle". Il tecnico comachino sottolinea un approccio alla partita completamente sbagliato. Fa bene ad non accettare che la squadra scenda in campo con un atteggiamento timoroso, remissivo. Dimentica, però, che - a suo dire - su questo aspetto c'abbia lavorato senza alcun risultato evidente nelle ultime due settimane. Se dopo tanto lavoro, se dopo essersi focalizzati proprio sull'approccio alla gara il risultato è questo qualcosa non va c'è. Giocatori ma anche il tecnico, allora, giustamente sul banco degli imputati.

Non è una questione solo di modulo e di uomini quanto di identità. All'Udinese manca la capacità di andare ad aggredire fin da subito l'avversario, di fare la partita soprattutto tra le mura di casa. L'impostazione iniziale è sempre difensivista, di chi pare più preoccupato a non prenderle che a darle. 

E non è la prima volta che ciò accade in stagione. Quello dell'atteggiamento è un fil rouge che lega tutta questa prima parte di campionato, a partire dalla Juve, passando per le sconfitte contro Roma e Fiorentina, fino agli ultimi due pareggi contro Sampo e Bologna. Perfino dalle vittorie contro Venezia e Spezia possiamo ricavare le medesime impressioni. Bruttissimi primi tempi, grandi riprese. 

L'Udinese entra molle e dopo il primo schiaffo si sveglia. Questo non può sempre bastare. Soprattutto con avversari di caratura superiore regalare un tempo può essere veramente fatale. 
Serve un cambio di mentalità, serve lavorare molto sulla testa dei giocatori. Va fatto capire a tutti che quest'anno si può, anzi si deve fare di più. Che le potenzialità ci sono e che non bisogna assolutamente accontentarsi di punticini in rimonta. Vero che la classifica dice decimo posto ma l'Udinese sembra poter andare oltre a questo tipo di calcio, finalmente imporre il proprio gioco e divertire. La rosa è stata ben allestita in estate dalla società, sono stati fatti degli investimenti importanti che devono portare ad un risultato finale migliore, ci sono diversi profili giovani interessanti che meritano maggiore spazio (che fine ha fatto Samardzic?).

Bene la rimonta, bene che non ci si è arresi (gli anni scorsi partite così si finiva per perderle) ma se si vuole fare il salto di qualità un tempo non basta