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Ai microfoni di calciomercato.com, Renzo Uliveri, presidente dell'Associazione italiana allenatori, analizza i casi scottanti della settimana: il caso Iaquinta, lo scontro Ibrahimovic-Sacchi, gli errori arbitrali a favore di Inter e Juventus, lo sciopero dei calciatori.

Ieri, a Udine, l'attaccante della Juventus Vincenzo Iaquinta, ex Udinese, ha reagito con un gesto agli insulti di alcuni suoi ex sostenitori, per poi scusarsi a fine gara. Secondo lei per un calciatore è lecito rispondere, anche in malo modo, agli insulti dei tifosi, oppure bisognerebbe sempre accettarli perché fanno parte del mestiere?
"Gli insulti fanno male e qualche volta si fa fatica a stare zitti e a fare finta di niente. L'importante è non reagire così fuori dal campo, a mente fredda. E mi sembra che dopo la partita, a mente fredda, Iaquinta si sia scusato".

A lei è mai capitato qualcosa di simile nella sua carriera da allenatore?
"Certo, in diverse occasioni, a Roma... a Verona... Ripeto, la reazione a un insulto a volte è difficile da controllare a caldo, ma a fine gara, a mente fredda, ci si scusa".

La scorsa settimana, invece, a far discutere era stato il caso Sacchi-Ibrahimovic. Non trova che i giornalisti, spesso, siano troppo accondiscendenti con gli intervistati, al punto che quando si fa una critica seria chi la subisce reagisce come se fosse stato offeso?
"Questo non lo so, ma riguardo a questo caso posso solo dire che Sacchi avesse pienamente ragione, su questo non ci sono dubbi. Figurarsi se non è lecito fare delle critiche. E' lecito eccome".

Capitolo arbitri. Ieri le moviole hanno mostrato alcune sviste che sembrano aver favorito Inter e Juventus. Siamo alle solite: è ancora più probabile una svista a favore di una grande piuttosto che a favore di una piccola?
"Le moviole ieri non le ho viste, ma ho letto le dichiarazioni di oggi, e alcune mi sono sembrate abbastanza cretine".

Per quanto riguarda il calcio giocato, parliamo di Fiorentina e Milan. Per quanto riguarda i viola, in attesa dei rientri di Mutu dalla squalifica e, più avanti, di Jovetic dall'infortunio, Mihajlovic sta impiegando Lijac insieme a Gilardino in avanti. E' la soluzione giusta o forse il tecnico dovrebbe pensare anche a un cambio di modulo?
"Per quanto riguarda le assenze, direi che, oltre a Mutu e Jovetic, alla Fiorentina manca molto anche l'apporto di Donadel, importante anche dal punto di vista tattico. Per quanto riguarda l'eventuale cambio di modulo, tocca a Mihajlovic deciderlo o meno. Lui sa se è il caso di cambiare oppure no".

Passando al Milan, sembra che il centrocampo faccia un po' di fatica a supportare le tre punte. Lo si è visto con Cesena, Auxerre e Catania. Non crede che un 4-4-2 sarebbe più congeniale alle caratteristiche dell'organico rossonero?
"Dipende. Il concetto chiave, per quanto riguarda il Milan, credo che sia la disponibilità al sacrificio da parte dei centrocampisti. Ed è chiaro che quando si gioca con il 4-3-3 questa disponibilità al sacrificio deve essere maggiore".

Infine, capitolo sciopero dei calciatori. Oggi è stata una giornata interlocutoria, ma domani si dovrebbe arrivare a una decisione. Qual è il suo pronostico: si arriverà ad un accordo fra Aic e Lega di Serie A e lo sciopero indetto per il 25-25 settembre sarà revocato, oppure si farà?
"Credo che ci siano gli spazi per poter rientrare, ma è chiaro che la Lega debba rivedere alcune posizioni, perché alcune delle soluzioni che ha proposto sono francamente inaccettabili per i calciatori".