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La bellezza di Leao è che continua a crescere stagione dopo stagione. E i miglioramenti sono sempre evidenti, spettacolari. Oggi è uno dei migliori attaccanti al mondo, unico nel suo genere. E’ nettamente sopra la media del nostro campionato. Non è solo decisivo, è continuo. E’ questa la diversità. Platini, per dire, era un fenomeno, ma non lo trovavi in ogni partita. I fuoriclasse decidono e si riposano giocando. Leao sembra senz’anima, non partecipa alla rabbia collettiva della partita. Non commette falli, non protesta, sembra fuori dai sentimenti. Gioca per sé, come dovesse ubbidirsi, rispettare l’enorme differenza avuta.


Non ricordo un giocatore così, con questa indifferenza e così tanta capacità di incidere in ogni partita. Non so che evoluzione potrà avere, se le pressioni del calcio, i suoi vicoli storti, lo cambieranno. Probabilmente sì. Oggi ha una purezza fredda che lo protegge. Oggi entusiasmante vedere come rappresenti l’interezza del gioco. E come devasti le partite con la grazia di un ballerino russo. Ci sono altri giocatori fondamentali in Italia, penso a Kvaratskhelia, a Dybala, gente che decide da sola le partite. Ma Leao ha qualcosa di più, di sconosciuto, di lunare, una complessità leggera, poco comprensibile, che fa quasi paura.