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Prendo una Juve a caso di tre anni fa, quella di Sarri: era Szczesny, Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Cristiano Ronaldo. In panchina c’erano Buffon, De Ligt, Danilo, Rabiot, Dybala, Mandzukic. Prendo la formazione di ieri a Monza: Perin, Danilo, Bremer, Gatti, De Sciglio; McKennie, Paredes, Miretti; Di Maria, Vlahovic, Kostic. In panchina, Soulé, Kean, Barbieri, Fagioli, Iling-Junior, Barrenechea. Niente può giustificare la brutta Juve di adesso e tantomeno la partita di Monza, ma una domanda viene spontanea: cosa è successo in questi tre anni alla Juve, dentro la Juve?

Perché la differenza è enorme. Allora Sarri disse che era una squadra inallenabile, ma era fior di squadra. Per quella di oggi Allegri ha trovato un altro aggettivo: è virtuale. Cioè non è vera, mancano i giocatori su cui era stata costruita. Questa è una realtà grossa, indubbia. Questa non è la Juve. Si attacca l’allenatore ed è comprensibile. Si attacca l’assenza della società, e questo è meno vero. A fine partita il più alto in grado dopo Agnelli, Arrivabene, ha detto che cacciare Allegri sarebbe una follia. La società quindi è intervenuta, ha fatto il suo dovere davanti alla gente e alla squadra. Resta la domanda: cosa è successo in questi tre anni?