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Leggo centinaia di commenti sulla conferenza stampa di Allegri e non capisco. Lo si butta già tra le cose vecchie, si discute se sia stato mai bravo davvero. Allegri non è arrivato per caso alla Juve sei anni fa, aveva già vinto e dimostrato. Ed è per l’ estrema chiarezza dei suoi risultati che oggi è stato richiamato. Perché è certamente vero che la Juve ha un problema con la Champions, ma Allegri due volte in finale in cinque anni c’è andato.

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Sbeffeggiarlo così
dopo tre giornate di campionato, deludenti, certo, ma anche molto bizzarre, significa essere amanti sbagliati, innamorati solo del proprio specchio. Non è una scoperta dei social, i tifosi erano così anche quarant’anni fa. Ricordo come rimanevano delusi Boniperti e Trapattoni. Bastava saltassero la storia per un giorno ed erano subito da cambiare.

Fuori dallo Stadium è apparso poi uno striscione in cui si dice che “la stagione è una battaglia, chi sosterrà la maglia?”. Io pensavo toccasse ai tifosi, soprattutto adesso. A chi sennò? Lo striscione chiude gridando “la Juve siamo noi”. Questo proprio no. La Juve non è una mano sola, è il fatto privato di milioni di persone. E se tutti vogliono vincere, molti sanno anche accettare.