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Da giocatore in uscita a titolare il passo (non) è breve. Sacrifici e allenamenti a testa bassa, senza mai smettere di crederci. Antonio Candreva si è ripreso l'Inter, Antonio Conte è l'allenatore giusto al momento giusto: è stato lui a levarlo dal mercato e ora è pronto a rilanciarlo dopo una stagione con più bassi che alti.

ESCLUSO - Con Spalletti il rapporto non era mai decollato. Candreva era quasi un separato in casa, ripescato ogni tanto in caso d'emergenza e magari anche fuori ruolo. L'ultima da titolare è dei primi di febbraio contro il Bologna, poi una manciata di minuti qua e là e la panchina contro l'Empoli all'ultima di campionato. Poco, troppo poco. In tanti hanno pensato che quella passata fosse l'ultima stagione di Candreva in nerazzurro. Si parlava addirittura di una cessione in Cina.

QUEL CUCCHIAIO... - Nessuno aveva fatto i conti con Candreva però, che nel frattempo ha iniziato a lavorare col nuovo allenatore convincendolo sempre di più giorno dopo giorno: "Conte sa tirare fuori il meglio di noi". Giocatore rinato, altro che cessione. E pazienza se nell'amichevole contro il Psg si è concesso una leggerezza sbagliando un rigore tirato col cucchiaio. Vecchi ricordi d'azzurro, quando in Nazionale Antonio segnò contro la Croazia tirando allo stesso modo (gara di qualificazione all'Europeo 2016). "Sai che se avessi sbagliato ti avrei sfondato?" gli aveva detto Conte allora, tra abbracci e sorrisi. 

GERARCHIE - Gli stessi che l'esterno ha ritrovato in questo precampionato. Cinque volte su sei titolare nelle amichevoli dell'Inter, il nuovo acquisto Lazaro prima in panchina poi in infermeria (rientrato nell'ultima sfida contro la Virtus Bergamo): risentimento muscolare alla coscia destra. Nulla di grave, ma quanto basta a Candreva per far capire che quest'anno la musica è cambiata e il ballottaggio per una maglia da titolare su quella fascia è apertissimo. Da Antonio ad Antonio, da Conte a Candreva. La rinascita dell'Inter passa anche dalla fascia destra.

@francGuerrieri