Qui non ci sono Ronaldo, qui non ci sono Messi: il calcio non è solo dei campioni, quello virtuale non è solo dei pro. Un angolo dedicato a chi si avvicina al mondo degli eSports, per chi li vive con passione ma senza prendersi troppo sul serio. "Un po' di FIFA qua?" è la rubrica dedicata a voi e a noi, ai gamer di tutti i giorni: uno spazio per tutte le curiosità e per raccontare avventure e disavventure digitali.

E' passata ormai una settimana dall'uscita ufficiale di Fifa 19 e con essa di un rinnovato Ultimate Team, anche per noi 'normali' è tempo di tornare alle mansioni originali di questa rubrica e stilare un primo bilancio di questa nuova avventura digitale. Che non è tutta rose e fiori: perché se le novità introdotte convincono, alcuni dettagli del gioco tuttora non riscontrano pareri favorevoli all'interno della community, almeno quella che non comprende i pro gamer.

COSA VA NON VA - Andiamo per ordine e partiamo dalla nota più positiva di questo titolo: Division Rivals, una ventata d'aria fresca per gli appassionati di FUT. Il nuovo sistema di ricompense convince (possibilità di scegliere una via conservativa con i soldi o scommettere sui pacchetti) come anche le modalità di accesso alla Weekend League, ma non spoileriamo troppo: ne parlerà più diffusamente venerdì il nostro Mattia 'Lonewolf' Guarracino nel nuovo video. Se migliorano le situazioni relative a kick off glitch e ultimo minuto (si vedono meno gol in queste due situazioni rispetto a Fifa 18), si aggrava quella relativa al pay to win: il divario tra chi investe soldi reali per comprare pacchetti e crescere rapidamente e chi non lo fa si è notevolmente ampliato. Competere con chi dopo neanche quattro giorni dall'uscita del gioco si ritrova già rose stellari con, per dirne alcuni, Ronaldo, Messi o Neymar o addirittura con tutti e tre e anche leggende al seguito. Difficilissimo per chi invece fa progressi normali reggere il passo e sopravvivere allo scontro con corazzate vere e proprie. Tutto perduto già in partenza dunque? Non proprio, ci sono alcuni 'trucchi' per accelerare il percorso di crescita e al contempo reggere il confronto in campo, ecco alcuni consigli da profano che, spero, possano tornare utili ai lettori: insomma, quello che gli inglesi battezzerebbero ironicamente 'Fifa 19 for dummies'.
PICCOLI TRUCCCHI - Partiamo proprio dal gioco, come costruire una squadra competitiva senza fare follie? Sembrerà scontato, ma il consiglio è uno e uno solo: creare una squadra funzionale al proprio gioco, partendo dal modulo per poi scegliere i giocatori più adatti alle proprie esigenze. E attenzione, a differenza degli ultimi anni non basta andare su calciatori veloci, i cosiddetti 'baggoni': fondamentale che abbiano anche un buon controllo palla, altrimenti nonostante statistiche da Usain Bolt il vostro giocatore in conduzione palla sarà sempre penalizzato rispetto al difensore avversario. Ci sono ancora comunque buone scommesse a basso costo, per esempio decidendo di optare per la Premier League e avendo bisogno di esterni si può puntare su due profili tre profili low cost per il tridente d'attacco: Izquierdo del Brighton a sinistra, Deulofeu a destra, uno tra André Gray del Watford e Wilson del Bournemouth come punta centrale. Andiamo poi sul mercato virtuale. Inutile ricordare a tutti di sfruttare fino all'ultimo ogni risorsa dal catalogo EAS FC, più utile ricordare invece di controllare sempre siti dedicati alle valutazioni delle varie carte per non rischiare di strapagare o vendere sotto prezzo. Per aumentare più in fretta i ricavi infine, si può optare per due soluzioni: scommettere sulla propria abilità o... giocare con il mercato. La prima riguarda essenzialmente il Dratf, bastano 15mila crediti per accedere e costruire la propria rosa per giocare alla pari con gli avversari, puntando al premio grosso con le quattro vittorie; premi che almeno all'inizio sono quasi sempre remunerativi per i partecipanti che hanno bisogno di innalzare il livello della rosa o rivendere. La seconda si basa essenzialmente su alcune accortezze legate alle tempistiche di acquisto e cessione: solitamente i prezzi dei giocatori tendono a calare tra il venerdì sera e il lunedì mattina, mentre si impennano dal lunedì pomeriggio al venerdì mattina; contestualmente, fa il percorso opposto il mercato dei consumabili. Nulla di illegale o 'antisportivo' quindi, seguendo le oscillazioni del mercato nel fine settimana si possono comprare non solo i big da tenere in rosa a costi più vantaggiosi, ma anche giocatori da rivendere poi a prezzo maggiorato in settimana: ad esempio, dopo aver acquistato Ramsey dell'Arsenal e Ruben Neves del Wolverhampton rispettivamente per 850 e 650 crediti, solo pochi giorni fa ho potuto rivenderli entrambi a 1600 e 1900, facendo una sorta di 'plusvalenza' di 2000 crediti netti. Piccoli consigli pratici da giocatore comune per giocatori comuni.

@Albri_Fede90