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George Weah, il Re Leone del Milan degli anni '90, è ora al centro di critiche e contestazioni in Liberia. Presidente dello stato africano, nel 2018 si è insediato al vertice del suo Paese, promettendo una lotta alla miseria e alla corruzione, oltre che libertà di manifestare il proprio pensiero. E invece... Pomodori e uova marce, lunedì scorso, lanciati fuori dal palazzo presidenziale a Monrovia da un migliaio di cittadini, che protestavano contro la crisi innescata dalla politica del Pallone d'Oro del 1995. 

Idranti e lacrimogeni per sedare gli animi da parte della polizia, che ha scatenato un putiferio, con cittadini finiti all'ospedale. Henry Costa, leader del Council of Patriots, metà che si oppone a Weah, ha accusato proprio l'attuale presidenza della situazione economica, aggravatasi con l'insediamento dell'ex numero 9 rossonero. Governo, quello di Weah, accusato anche di corruzione, chiedendo di far luce sui 25 milioni di dollari che l'esecutivo avrebbe ritirato il giugno scorso dalla riserva federale liberiana di New York, spariti nel nulla. Momento difficile, per la Libera e per Weah.