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"Mi hai paragonato a Vardy, ma chi è?". Così Gianluca ha risposto al fratello Davide lo scorso anno, quando Lapadula jr collezionava un gol dopo l'altro a Pescara, diventando l'incubo di ogni portiere di Serie B e il sogno di diversi club di A, e il bomber del Leicester si apprestava a frantumare il record di van Nistelrooy andando a segno per 11 partite consecutive in Premier League. Eppure, non sapeva chi fosse. Forse perché, proprio come lui, è arrivato dal nulla.

Metalmeccanico a Sheffield, protagonista di una rissa in un pub, che gli ha portato in dote un braccialetto elettronico da indossare per i 6 mesi successivi, diventato Re d'Inghilterra con le foxes di Ranieri. Un miracolo incominciato nel Lancashire, a Fleetwood, città famosa per la produzione delle caramelle Fisherman's Friend, dove con la maglia del Fleetwood Town Football Club, in Conference League (campionato semi-professionistico), mette a segno 34 reti. Tanti ostacoli, che lo hanno portato sul tetto d'Inghilterra.
Vivaio juventino, poi un eterno girovagare: Treviso, Pro Vercelli, Ivrea, Parma, Atletico Roma, Ravenna, San Marino, Cesena, Frosinone e Nova Gorica per Lapadula. Qui, la svolta per il Vardy peruano, come lo ha definito ieri Marca (ma il fratello Davide c'era arrivato un po' prima...): 13 gol in Slovenia, con la vittoria della coppa nazionale. Poi il fallimento del Parma e l'inizio del volo, come se le catene gialloblu, ormai rotte, avessero liberato la sua fame di gol: 24 gol a Teramo in Lega Pro, 30 a Pescara in Serie B. E ora, 3 nelle ultime 2 partite in A. Meglio, 3 negli ultimi 5 tentativi al tiro con la maglia del Milan. 

Favole simili, più romanzata quella dell'inglese ma non meno romantica quella dell'italiano con sangue sudamericano. I numeri, però, raccontano qualcosa che le semplici parole non dicono: Vardy ha avuto picchi assoluti, come quei 34 gol tra i dilettanti, o i 25 della scorsa stagione, oppure i 16 in Championship nel secondo anno al Leicester, alternati da cali preoccupanti (5 gol il primo anno tra le Foxes, 5 il terzo, solo 3 in questa stagione); Lapadula è esploso 3 stagioni fa, ma è andato sempre migliorando, senza passaggi a vuoto: 14, 24, 30. Un cammino meno casuale e slegato al singolo exploit, continuo, iniziato lontano dalle coccole di casa, in una situazione difficilissima come quella vissuta in Slovenia, senza stipendio in una società che ora non esiste più. Per tutto questo Lapadula non è più il Vardy italiano. Per tutto questo Lapadula è meglio del Vardy originale