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    Veretout mostra la diversità della Roma di Fonseca, la più bella del reame. E Dzeko festeggia la tregua armata

    Veretout mostra la diversità della Roma di Fonseca, la più bella del reame. E Dzeko festeggia la tregua armata

    • Enrico Maida
      Enrico Maida
    A furia di sottolineare l’ottimo rendimento con le piccole e le delusioni seguite ai confronti con le grandi, la Roma guarda la classifica e si scopre al terzo posto, che è poi l’obbiettivo da raggiungere secondo le aspettative di mister Friedkin. Mi riesce difficile catalogare le aspirazioni di questa squadra che per mezzora sa essere bellissima (oserei dire la più bella del reame) e per 90 minuti non fa un tiro in porta (vedi Juve). Certo, i l bianconero friulano non è uguale al bianconero, ma non è tutto quel che viene da questa ovvietà. E poi ci sono anche le grandi che perdono con le piccole: sono punti anche quelli.

    Dzeko in panchina con sorriso allegato, Borja Mayoral titolare del ruolo di centravanti. Fonseca non demorde, pensando anche alla insidiosa trasferta di Braga per l’Europa League. La pandemia che ha colpito la difesa costringe Cristante a collocarsi al centro del reparto. Un ennesimo cambio di ruolo per un giocatore che si fa apprezzare per la disponibilità verso qualunque incombenza un po’ come accadeva per Florenzi. Quanto a Gotti, il ritorno di De Paul rassicura la squadra che nelle ultime tre partite non ha preso gol. Nemmeno dalla grande Inter.

    L’Udinese va subito sotto, come capita spesso alle avversarie della Roma. Un’incursione di Mancini pesca la testa di Veretout che doppierà su rigore raggiungendo quota dieci. E’ il francese il capocannoniere della banda Fonseca e già questo serve a dimostrare la diversità di una squadra che secondo le aspirazioni del tecnico portoghese dovrebbe muoversi tutta insieme. In effetti l’Udinese, che chiude il primo tempo senza avere mai tirato in porta, viene surclassata sia sul piano dinamico che su quello tecnico. Chi ha visto la partita dello Spezia contro il Milan, avrà un’idea di cosa possa essere il pressing. Bene, l’Udinese è frastornata e lunga. Aspetta la Roma senza mai aggredirla con il risultato di essere travolta. Sul 2-0 incassa pure il terzo gol, che sarebbe il più bello della partita, firmato da Pellegrini dopo una manovra corale che andrebbe pubblicata nell’antologia del calcio. Nella circostanza il Var salva i friulani scovando un fallo di Mkhitaryan.

    Nel secondo tempo Gotti ha provato a rimescolare le carte confidando anche nella legge dell’ex, ma Okaka non ha inciso più di tanto sugli eventi. La vera occasione per riaprire la partita scaturiva da un errore grossolano di Cristante, l’unico per altro della sua ottima partita. C’era spazio anche per Dzeko, a sancire la tregua armata con Fonseca che l’attaccante uscito dal castigo festeggiava con l’assist per il terzo gol firmato da Pedro, che quando vede l’Udinese si esalta.


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    IL TABELLINO 

    Roma-Udinese 3-0 (primo tempo 2-0)

    Marcatori: 5′ Veretout, 25′ Veretout (rig.), 47’st Pedro
    Ammoniti: Pellegrini, Veretout

    ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Mancini, Cristante, Ibanez; Karsdorp, Villar, Veretout (78′ Pedro), Spinazzola (87′ Peres); Pellegrini (87′ Diawara), Mkhitaryan; Mayoral (69′ Dzeko). Allenatore: Fonseca.

    UDINESE (3-5-2): Musso; Bonifazi, Nuytinck, Samir; Stryger Larsen (62′ Molina), de Paul, Arslan (74′ Makengo), Walace (85′ Nestorovski), Zeegelaar (74′ Ouwejean); Llorente (62′ Okaka), Deulofeu. Allenatore: Gotti

    Arbitro: Giacomelli  

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