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Rocco Commisso, fin dal suo arrivo in Italia come presidente della Fiorentina, ha mostrato la sua ferma volontà di essere un innovatore del calcio italiano, provando a cambiare alcune regole per il bene di tutti. La mentalità americana del tycoon è molto differente a quella degli altri imprenditori del calcio italiano, e già dalle prime battute, quando ha chiesto di aprire una sede della Serie A a New York per esportare in tutto il mondo il brand del calcio italiano, si è capito come le vedute di Commisso fossero molto più ampie della media. Naturalmente in Italia questa voglia di innovare e migliorare ha trovato come risposta scetticismo e inutili paletti burocratici, che stanno rallentando i piani del patron viola.

STADIO - La questione che maggiormente ha fatto andare su tutte le furie Commisso è senza dubbio quella legata allo stadio della Fiorentina. Dopo mesi in cui ha provato in tutti i modi a far capire alle autorità quanto un nuovo impianto fosse fondamentale, negli ultimi giorni Commisso si è decisamente giocato il tutto per tutto. Dopo aver mostrato in varie occasioni un calcinaccio cadutogli addosso durante un sopralluogo al Franchi, con la presentazione dell’impatto economico del nuovo impianto ha fatto uno step in più, mettendo le autorità con le spalle al muro. La costruzione di un nuovo impianto viene solitamente vista come motivo di arricchimento solo per i club, mentre la Fiorentina ha mostrato come sarebbe tutta la città a guadagnare sotto tanti aspetti, dalla creazione di un nuovo Artemio Franchi.
POLITICA - Nuovi posti di lavoro, riqualificazione di un quartiere, possibilità di incrementare ulteriormente il turismo, oltre che sanificare un impianto sportivo costruito negli anni ’30 che non rispetta più le regole Uefa, oltre a quelle antisismiche. Commisso ha fatto un vero e proprio scacco matto alla burocrazia, mettendosi in una posizione dominante. Chi proverà a mettere i bastoni tra le ruote al nuovo progetto della Fiorentina, adesso non dovrà solo rispondere al club viola, ma a tutta la città di Firenze, che trarrebbe svariati benefici dal nuovo impianto. Commisso ha portato la contesa al muro contro muro, forte della lungimiranza del proprio progetto, con 250 milioni da investire in Italia in un momento di grande crisi, adesso sta alla politica cercare di non sprecare questa opportunità unica.