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Prima 17 gare senza X, ora due pareggi in tre giorni. Il calcio a volte è proprio strano, ma stavolta lo spettacolo l’ha dato tutto il Verona, soprattutto nel primo tempo. Un po’ di stanchezza dopo un girone sorprendente, forse, ma l’approccio alla partita della Fiorentina è stato preoccupante. Italiano ha cambiato tre giocatori su quattro in difesa, e se per Biraghi non c’era nulla da fare, le scelte di Igor e Venuti per Quarta e Odriozola hanno lasciato perplessi. La linea guidata da Milenkovic non ci ha capito assolutamente nulla nel primo tempo, infilata più volte da Caprari, Lasagna e Simeone, che fortunatamente non sono stati i più cinici degli attaccanti. Con un po’ di fortuna, il risultato è rimasto in bilico fino all’ultimo quarto di gara, quando Castrovilli, rispolverato dopo alcuni problemi fisici, ha indovinato l’inserimento vincente, un colpo che gli mancava da tanto, tantissimo tempo. Ottima mossa, questa sì, del tecnico viola, altrimenti per la prima volta gravemente insufficiente.
 
ALLARME GONZALEZ? – Dopo il Bologna, più nulla: Salernitana, Sassuolo, Verona, in una parabola discendente di prestazioni e mancate opportunità che è “culminata” nella peggiore serata fin qui in viola, quella di ieri al Bentegodi. Niente da segnalare tra Gonzalez stesso, Sottil, Callejon e lo sfortunatissimo Saponara (auguri di pronta guarigione), serve nuova linfa sugli esterni e l’arrivo di Ikoné, praticamente già ufficiale dopo le parole di Italiano nel post gara, adesso deve essere salutato come quello che serve in questo frangente. In attesa di un attaccante di riserva che possa riempire una falla in rosa.
 
FINALMENTE CASTRO – La speranza è quella che questo sia un punto di (ri)partenza. Dopo infortuni, prestazioni sottotono, voci fastidiose e tanta concorrenza, il 10 viola è tornato a tener fede al suo numero e ha tolto Italiano da una situazione imbarazzante, generata da un turnover ancora troppo pronunciato e da un’interpretazione errata del copione della partita da parte di tutto il meccanismo viola. Terzic non è Biraghi, soprattutto quanto a posizionamento, ma ha attaccato bene facendosi perdonare alcuni affanni in difesa. La palla per il tuffo di Castrovilli potrebbe sbloccare un altro, per così dire, “rinforzo” di gennaio per la squadra gigliata. E poi anche lui ha fissato l’Europa come obiettivo…
 
LA MALEDIZIONE DEL VENETO – La buona notizia è che le trasferte in Veneto sono finite. Venezia e Verona hanno rappresentato gli unici due passaggi a vuoto da parte della Fiorentina in questa stagione, le due partite in cui i ragazzi di Italiano sono usciti per larghi tratti dalla partita e ci sono rientrati con fortune alterne solo nei finali di gara. Nelle altre sconfitte, per lo meno, c’era stata partita, la Fiorentina aveva giocato il suo calcio. A Venezia il tiro di Vlahovic allo scadere è finito fuori, a Verona Castrovilli ha avuto una mira migliore e la squadra ha strappato un punto comunque importante.
 
GIRO DI BOA – 32 punti in 19 partite, che raddoppiati fanno 64. La Fiorentina è in scia, il calendario aiuta ancora per un mese. Dopodiché arriveranno gli scontri diretti, che decideranno l’esito di un campionato partito in sordina, ma sviluppato sotto ambizioni che non possono più essere nascoste. Vlahovic ha un titolo di capocannoniere da difendere e una missione da compiere prima di salutare, Commisso un progetto finalmente fulgido da portare avanti. La Fiorentina combatte con Roma, Lazio e Juventus per le posizioni che valgono le coppe europee. Serve andare avanti con serenità, consapevoli che, anche se alla fine non sarà Europa non sarà un fallimento: lo sarà soltanto se qualcuno smetterà di crederci davvero.