Di punto in bianco, il primo colpo la Fiorentina lo ha piazzato. E la cosa bella è che lo ha estratto dagli appunti segreti, non dal cilindro pieno di nomi formatosi nei primi giorni di giugno. Dalla fine del campionato, rimpallano da tutto il mondo profili anche insensati. David Hancko, invece, è arrivato dal niente e, praticamente in un pomeriggio, si è vestito di viola. Una scommessa da quasi quattro milioni di euro, per provare a ripetere l’operazione Milenkovic. Le referenze sono buone, è stato inserito anche tra i migliori cinquanta giovani nel 2018: adesso il pallino passa tra i suoi piedi e, soprattutto, nella sua testa. Perché Milenkovic, in meno di un anno, è passato dalla panchina in Under-21 alla convocazione per il Mondiale, grazie alla Fiorentina. E, fino a dicembre, Pioli lo aveva tenuto in naftalina, senza mai farlo esordire. Chissà quali spiragli si apriranno per Hancko, coetaneo di Nikola e duttile, ma per la fascia opposta.

A centrocampo sembrava fatta per Soucek, ma la mossa del Presidente dello Slavia Praga ha cambiato e carte in tavola. D’altronde, è l’unica parte in questo gioco ancora da convincere. Dopo l’incontro tra Corvino e Paska, procuratore del centrocampista ceco, l’intesa resta da trovare tra le due società. Il gesto, forse, verte ad alzare il prezzo. O forse a blindare falsamente il calciatore, almeno per disputare un ruolo nella trattativa.

Il vero cavillo rimane Chiesa. Se n’è parlato tanto, le parole di Diego sono solamente una perifrasi del niente. Non danno certezze, non rassicurano. Sono un palliativo in attesa di fare sul serio. E, giustamente, il proprietario non può e non vuole sbilanciarsi. Anche perché la situazione potrebbe cambiare da un momento all’altro. Si parla di milioni, contropartite, ma l’unica verità sta nei sondaggi e nei corridoi di Viale Fanti. Intanto, Corvino lavora su alcune piste a prescindere dalla cessione di Federico.
C’è Meret, ci sta provando fino allo sfinimento e anche ieri ha incontrato gli agenti, subito dopo l’entourage di Soucek. Cifre altissime per le casse viola, da pagare in parte cospicua il prossimo anno, magari lì avverrà una cessione eccellente che permetterà di sostenerne il riscatto. Il portiere, insieme al regista – Soucek non è Badelj, non gli assomiglia e non sarebbe acquistato per sostituire il croato, o almeno ci auguriamo – e all’esterno d’attacco è una priorità. Il budget non è ricco, gli esuberi da cui racimolare soldi sono tanti. Svuotare le caselle è un nodo cruciale: accumulare ricchezza, da sommare ai dieci milioni iniziali, per costruire una squadra di qualità.

In attesa della sentenza UEFA.

@brunettweet