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Ufficialmente la Fiorentina non ha presenziato alla riunione di Lega Calcio di lunedì scorso, come forma di protesta per la squalifica, relativa ai fatti di Calciopoli, inflitta al proprio amministratore delegato Sandro Mencucci. Premesso che in casa viola di dirigenti che possono sostituirlo ce ne sono parecchi, e che è sempre brutto non partecipare agli eventi del 'governo del calcio' a prescindere da remore e vendette trasversali, l'episodio è solo uno degli scivoloni compiuti della società nell'ultima settimana. L'evento forse più discutibile, specie per ciò che riguarda la comunicazione, si è verificato venerdì scorso, quando è stato annunciato un incontro informale tra il presidente Mario Cognigni e il d.s. Pantaleo Corvino, da tenersi fuori dal centro sportivo viola, e poi più volte trasferito fino a trovare definitivamente sede presso la sala stampa dello stadio 'Franchi'.

'Incontro informale', dicevamo: formula che la Fiorentina usa spesso per comunicare ai propri giornalisti notizie e informazioni, un po' come avviene nel mondo della moda: realtà che la famiglia Della Valle conosce bene, ma che è completamente differente da quella calcistica, dove indiscrezioni e soffiate la fanno da padrone, e dove il giornalismo è vero giornalismo. Non che chi si occupa di moda non lo faccia, ma con tutto il rispetto: quanti conoscete che abbiano parlato male di una collezione di scarpe o di un nuovo paio di pantaloni? Molto più facile un'analisi anche dura su un modulo tattico o su una politica societaria fallimentare Ecco, forse perché abituati a non confrontarsi con il dissenso, i proprietari del marchio viola faticano a capire quanto l'aspetto comunicativo sia determinante nel calcio, e che la stampa - quella che non vede i Della Valle nel consiglio d'amministrazione - non è mai troppo nemica.

Eppure, sia detto informalmente, da questo punto di vista la Fiorentina ha tanto da imparare. Da chi? Ad esempio dal Siena. Si sa che per l'elevato tasso di campanilismo regionale questa può sembrare una spiacevole esagerazione, ma facciamo degli esempi. Dopo la gara contro il Napoli, nella zona mista della Montepaschi Arena sono passati a rilasciare dichiarazioni, oltre che ben sei giocatori del Siena, anche la vicepresidente Valentina Mezzaroma ed il d.s. Perinetti. A Firenze, premesso che la zona mista è nel garage dove ripartono i pullman a fine gara, non tutti i giocatori passano: ad esempio la Fiorentina manda solo due giocatori a sua scelta, esclusi Boruc, Montolivo, Ljajic e Vargas, perché il club 'non ha interesse a farli parlare' - la giustificazione addotta dall'ufficio stampa -, oltre a Nastisic, che evidentemente fa ancora fatica a parlare italiano. Per attendere le parole di un dirigente occorre appostarsi fuori dall'ingresso della tribuna autorità, senza certezze.

Vogliamo parlare degli altri servizi? Il Siena fornisce al giornalista accreditato non solo il pass auto - spedito via mail - ma anche una password specifica per collegarsi ad internet in ogni zona dello stadio. La Fiorentina, che pure ha fatto solo due anni fa la Champions League, impedisce ai giornalisti (anche non fiorentini) il parcheggio dentro lo stadio - con il fastidio e il pericolo, per le tv, di trascinare telecamere e cavalletti -, e deve pregare San Wireless, visto che il collegamento ad internet salta spessissimo. Particolari? Dipende... Il Siena magari non finirà sulle prime pagine dei giornali, ma fa un figurone a livello di immagine. La società viola invece, tranne che da quegli inviati di tv nazionali cui potete guardare le scarpe con l'H grande sul fianco, da questo punto di vista viene vista come un club di serie B. Speriamo che in campo, domenica prossima, l'aspetto comunicativo non conti, anche se Gamberini e compagni dovranno far forza solo su loro stessi. I risultati deludenti, dopo il famoso 'patto con la città' della scorsa estate, hanno infatti convinto tanti, troppi, ad abbandonare il 'Franchi'. Anche da questo punto di vista un bell'autogol sul piano comunicativo.