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La Fiorentina è tornata finalmente tornata a ruggire. Dopo le delusioni delle ultime settimane la squadra di Vincenzo Italiano torna prepotentemente in corsa per un piazzamento europeo. Nonostante si potesse pensare che i viola, visti gli 0 punti raccolti nelle ultime 3 partite di campionato, avessero gettato la spugna il risultato di ieri offre l’ennesima dimostrazione che questa squadra non molla: Questo è il segnale più importante che ci ha lasciato la serata vissuta con la Roma, assieme ai tre punti. La sensazione adesso è che la squadra di Italiano sia ancora viva, frizzante, decisa a rimanere in partita fino alla fine. Un altro segnale è la determinazione con cui i giocatori viola sono scesi in campo, con la vittoria che sin dai primi minuti non è mai stata in discussione: dopo il rigore di Karsdorp su Nico Gonzalez, che ha spianato la strada alla Fiorentina, la sensazione è stata che la squadra riuscisse a gestire la squadra di Mourinho. Sono tornati i giocatori che mancavano all’appello, quelli della qualità: GonzalezBonaventura, senza dimenticare Ikonè che nonostante non riesca a segnare offre uno dei migliori primi tempi dal suo arrivo a Firenze. Senza dimenticare Amrabat che anche ieri non ha fatto sentire l’assenza di Torreira, uno di quelli che piano piano sta tornando a fornire prestazioni di alto livello: finalmente il marocchino appare concentrato e al centro delle trame di gioco. Adesso raggiunte Roma e Atalanta, a due giornate dalla fine l’Europa è più che un sogno. Adesso Italiano si giocherà tutto in questo rush finale: prima la Sampdoria lunedi prossimo, poi la Juventus nella bolgia del Franchi. Chissà, probilmente potrà essere più difficile la prima della seconda, ma ormai non esistono più calcoli, tabelle o previsioni. La Fiorentina si è ripresa il campionato, ed è bello e giusto così. Dall’altra parte era prevedibile aspettarsi una Roma di questo tipo, con in campo 10/11 dell’undici titolare che giovedi scorso ha conquistato la finale di Conference contro il Leicester: una squadra stanca, prevedibile e a tratti noiosa. La brutta copia di quella vista negli ultimi 3 mesi. 
 
I MIGLIORI – L’ago della bilancia della sfida è senza dubbio Nicolas Gonzalez. Il suo “strappo” dopo appena un minuto di gara manda in crisi tutta la difesa della Roma: la scelta del var sarà sicuramente controversa, ma il tocco sulla linea di Karsdorp è netto. E’ normale che andando a mille allora ogni minimo contatto può compromettere l’equilibrio, e l’argentino non si ferma un attimo. Prestazione in controtendenza, oserei dire fortunatamente, rispetto a quelle fornite nelle ultime partite, Italiano adesso può contare su di lui. Prestazione monumentale anche per Sofyan Amrabat, che nuovamente fa dimenticare ai tifosi viola l’assenza di Torreira: il marocchino ora è cresciuto, sia tatticamente che psicologicamente, e sembra essere tornato sui livelli di Verona. Impossibile non nominare anche Giacomo Bonaventura che dopo gli acciacchi fisici degl ultimi mesi sforna una prestazione di livello.
 
I PEGGIORI – Come spesso accade quando la Fiorentina vince, sono in pochi a sfigurare. Anche ieri nessuno si prende la sufficienza, soprattutto per determinazione messa in campo nel portarsi a casa i tre punti. Le uniche critiche potrebbero arrivare per Cabral e Ikonè, a cui ho dato la sufficienza, ma che si dimostrano poco efficaci in zona gol. Il brasiliano è preziosissimo fuori dall’area di rigore ma soffre molto negli ultimi 16 metri. Il francese parte benissimo, ridicolizzando sistematicamente i difensori giallorossi per larghi tratti del primo tempo, risultando però essere poco efficace in fase realizzativa.