Riprende in queste ore l’attività fisica della Fiorentina dopo la sosta di una settimana concessa dal tecnico viola Vincenzo Montella ai suoi uomini in coincidenza con le festività natalizie. Prima della pausa l’annata viola si era interrotta con il sapore agrodolce di un pareggio contro l’Empoli che non aveva fermato la striscia di risultati positivi iniziata il 23 novembre scorso con il successo a Verona ma che aveva avuto il retrogusto della grande occasione persa per avvicinarsi sensibilmente a quello che è l’obiettivo stagionale non dichiarato per il campionato: il terzo posto. Ecco dunque che da oggi ci si tornerà a concentrare sul grande sogno di agganciare i preliminari di Champions League per la prossima stagione che, oltre al prestigio, regalerebbero, se superati, l’accesso alla fase a girone ed un minimo di 30 milioni di euro fra incassi dai botteghini e dai diritti televisivi. Ecco alcuni consigli utili ad ogni componente del mondo viola per rendere possibile il piazzamento su uno dei tre gradini del podio finale del torneo di serie A 2014-2015.

Proprietà: la sensazione è che il risentimento post Calciopoli di Diego Della Valle verso il mondo del calcio ed il suo allontanamento da quest’ultimo tolga alla Fiorentina molto del valore aggiunto che uno straordinario imprenditore potrebbe dare alla sua azienda calcio. I suoi blitz nei ritiri della squadra ed assistere alle gare della formazione gigliata, dovrebbero essere per ciò più frequenti. Andrea Della Valle rivendichi autonomia di manovra da altri dirigenti che gli ruotano intorno e diventi più intransigente e fermo nelle decisioni che prende e sul calciomercato sia meno tifoso e più manager.

Dirigenza: il presidente esecutivo che tanto bene sta operando in Lega Calcio da quando ha deciso di partecipare di persona alle riunioni di via Rosellini a Milano, non interferisca nelle operazioni di mercato (soprattutto rinnovi di contratto dei giocatori e rapporti con i procuratori) perché è bene che vi sia una reale distribuzioni delle competenze. Venga concesso pieno e duraturo potere di azioni al duo Prade e Macia che devono sentirsi liberi di sbagliare. Il loro depotenziamento decisionale la scorsa estate è la concausa dei quasi 30 milioni di passivo con cui si è chiuso il bilancio 2014. Proprio gli uomini di mercato viola svuotino lo spogliatoio gigliato della quasi decina di giocatori attualmente inutili, per svariati motivi, alla causa sportiva, ed acquistino con i ricavi fatti due soli elementi di prima fascia, di valore assoluto e sani fisicamente.

Allenatore: l’invito è a mantenere quell’umiltà dimostrata post sconfitta stagionale contro il Napoli, con cambio di modulo ed apertura di credito verso giocatori dimenticati. La finisca di giocare ‘al gatto col topo’ con la stampa e, nel rispetto della proprietà, usi sincerità e saggezza napoletana, che non gli mancano.

Squadra: si rinnovi il contratto a Manuel Pasqual, non per mera riconoscenza ma perché la figura di un capitano ha un valore strategico fondamentale negli equilibri dello spogliatoio. Si convinca Neto, non con i soldi, ma con i fatti (cosa che non è accaduta prima con Ujfalusi, poi con Montolivo e con Ljajic) che la Fiorentina è un progetto tecnico e societario vincente, e quindi a rinnovare, e si faccia lo stesso con Bernardeschi, Babacar e Savic. Si faccia un’iniezione di carattere al gruppo perché ad oggi la rosa viola non ha un trascinatore ed un uomo che sappia scuotere i compagni nei momenti di difficoltà.

Stampa: da anni manca a Firenze una sana critica costruttiva. I regali elargiti dal club a più di qualche giornalista nel passato ha fatto molti danni, così come le riunioni carbonare che amava fare, sempre nel passato, qualche dirigente che si occupava di mercato per dettare la linea editoriale. Ora il difetto maggiore consiste nel fatto che c’è chi ama dire quello che il tifoso vuole sentirsi dire, quello che scrive ciò che l’azionista di maggioranza vorrebbe fosse detto, e chi vorrebbe sostituirsi all’allenatore o al dirigente che si occupa di mercato. In periodi di crisi lavorativa giornalistica si pensa più alla difesa del proprio posto di lavoro e al proprio ego, che a dire veramente ciò che si pensa. Occorrerebbe per far fare il salto di qualità a club e squadra, e quindi puntare su un po’ di sano realismo: basterebbe solamente un po’ più di onesta intellettuale. 

Tifosi: si inciti la squadra allo stadio dal 1’ al 90’. Il Franchi sembra diventata una sala d’essai in cui di fatto canta solo quasi tutta la Fiesole ed il resto dello stadio borbotta e fischia anche i propri giocatori. Se si vuole arrivare terzi e vincere qualcosa, meno commenti sui social network e più voce da tirare fuori, anche e soprattutto nelle gare non di prima fascia. Inutile pareggiare zero a zero con la Juve se si impatta anche contro Sassuolo ed Empoli.