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Il fuggi fuggi in casa Fiorentina continua e, quel che è peggio, è che l'unica possibilità per sperare di vedere l'arrivo di qualche gocatore di livello è che chi vuole andarsene lo faccia in fretta. E la cosa davvero esilerante è che si dia praticamente per scontato che non esista budget per acquistare senza prima dover cedere i migliori. È il segnale del momento che sta vivendo la Fiorentina, una fase di vera dismissione. In tutto questo il modo di condurre le operazioni di Corvino non aiuta. Mai una trattativa lineare, un'operazione semplice e veloce ma continue battaglie, litigi, muri contro muri come con Gonzalo, con Borja (che proprio oggiha ribadito comelasua partenza da Firenze sia da attribuire esclusivamente al suo cattivo rapporto con Corvino), col procuratore di Badelj, con Erceg, agente di Kalinic, che proprio ieri ha avuto un duro scontro col dg viola sulla futura destinazione delsuo assistito. E intanto Pioli allena chi ha, non esattamente la squadra competitiva che gli è stata promessa, basta leggere la formazione della prima sgambata stagionale e la lunga lista di Primavera utilizzati da centrocampo in avanti. In realtà tutto questo era largamente prevedibile, con una proprietà assente da tempo e un presidente come Cognigni​ che continua a giocare al grande dirigente senza averne le competenze era difficile prevedere un'estate meno triste.  I nomi che si rincorrono non sono all'altezza di chi sta partendo, giovani scommesse o scomesse non più tanto giovani, in ogni caso sempre e solo scommesse.Una scommessa, visto l'infortunio, sarebbe anche l'idea Pjaca come parziale contropartita nell'affare Bernardeschi ma almeno varrebbe la pena vista la forza e la qualità del croato. Ovviamente sempre che non si tratti di un semplice prestito teso semplicemente a valorizzare il talento in vista di un suo rientro a Torino fra dodici o diciotto mesi.