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    Violamania:| Regalo d'estate

    Violamania:| Regalo d'estate

    Se avessero detto a qualsiasi tifoso viola che, al primo di settembre, la rosa della Fiorentina avrebbe visto nelle sue fila ancora la presenza di tre dei cinque campioni che c'erano fino allo scorso campionato, ovvero Gilardino, Montolivo e Vargas, probabilmente avrebbe chiesto dove mettere la firma. Nell'ottica del tifoso, infatti, non solo tre degli elementi con maggior tasso tecnico sono rimasti nella rosa, ma sono giunti anche giocatori che vanno a migliorare qualitativamente le riserve, con Mattia Cassani che in campionato parte come favorito per una maglia rispetto a Lorenzo De Silvestri. Il regalo estivo dunque è arrivato principalmente dalla società, che seppure in regime di autofinanziamento ha sborsato alcuni milioni di euro, chiudendo in passivo anche questo mercato. Certo, sarebbe stato molto meglio addormentarsi il primo giorno di calciomercato ed essersi svegliati ieri sera alle 19, al termine di un'estenuante sessione di trattative, perché se uno fosse andato dietro alle parole dei dirigenti viola in questi mesi difficilmente sarebbe potuto essere fiducioso.

    Partiti infatti con le dichiarazioni di fine aprile scorso, in cui l'amministratore delegato Sandro Mencucci parlava di abbassamento del monte ingaggi netto di otto milioni di euro e rientro dal mercato di dodici milioni, si è passati ad Andrea Della Valle, che aveva parlato ad inizio giugno di 'campione in uscita' che sarebbe stato sostituito da altro 'campione in entrata' - e francamente Mutu e Frey, seppur in parabola discendente, non sono stati intercambiati da elementi di pari livello qualitativo -, passando per Mario Cognigni che, nell'esposizione del famoso patto ai tifosi, aveva parlato di 'fine di un ciclo' e di una rosa della Fiorentina che sarebbe stata composta solo da gente motivata (tanto che le cessioni di D'Agostino e Frey, ma soprattutto le mancate partenze di giocatori che palesemente avevano fatto capire di non credere più nel progetto, sono sembrate un controsenso). Da non dimenticare in questo senso Montolivo e Gilardino: avevano dato segnali contrari, e sono rimasti, con stoccate non tanto velate - anche nelle ultime ore - ai vertici del club. E poi a Cortina sempre il numero uno viola aveva di fatto 'venduto' Alessio Cerci.

    Il lavoro di Pantaleo Corvino, per i paletti con cui era partito, si può considerare sufficiente, visto che l'abbassamento del monte ingaggi è stato risolto, anche se regalando i cartellini di alcuni giocatori, e non riuscendo purtroppo nella specialità di cui si è sempre vantato, ovvero le plusvalenze, anzi producendo una minusvalenza grave come quella di D'Agostino. Bella l'idea, poi non realizzatasi, di Aquilani, ma è incredibile che il tecnico abbia parlato di un modulo da utilizzare, il 4-3-1-2, e sia tornato sui suoi passi solo per il mancato arrivo del centrocampista romano. Ma veniamo alle incognite: la prima, la più grande, è l'allenatore. Sinisa Mihajlovic vista la rosa allestita non avrà più alibi. Ha elementi a sufficienza principalmente per dare un gioco alla sua squadra, e poi per centrare un obiettivo, quello fissato dalla società, che se non eccita, visto che 'fra il quarto e l'ottavo posto' significa mediocrità, con questa rosa è assolutamente possibile. Ad essere precisi, poi, Manuel Pasqual resiste sulla sinistra, non avendo alternative se non in elementi adattabili in quel ruolo, e questo non dà sicurezza.

    Un altro centrale difensivo, vista la giovane età di Nastasic e Camporese, avrebbe fatto comodo, e soprattutto certi esuberi, da Marchionni (dall'ingaggio improponibile) a Felipe e Gulan (quest'ultimo senza acquirenti, cosa che ha costretto la Fiorentina a tesserare e poi cedere un giocatore dal Campobasso per liberare un posto da extracomunitario), passando per Babacar (che rischia di perdere il secondo anno fra panchina e tribuna) sono da considerarsi errori di mercato. Il maggior avversario della Fiorentina in stagione però sarà battere lo scetticismo della gente, che si rispecchia nel crollo vermicolare degli abbonamenti. Chiuso questo mercato, con acquisti 'usa e getta', fra molti prestiti e comproprietà, la prossima sfida sarà far rinnovare il contratto a Jovetic, scadenza giugno 2013. Per dare un segnale di progettualità bisogna chiudere il prima possibile questa trattativa, perché stavolta far passare un altro elemento come mercenario - cosa che per Montolivo poi non si è dimostrata vera - potrebbe essere peggio che scherzare con il fuoco.

    Acquisti: Nastasic (Partizan Belgrado), Romulo (Atletico Paranaense), Felipe (Cesena), Papa Waigo (Grosseto), Munari (Palermo), Lazzari (Cagliari), Kharja (Cagliari), Santiago Silva (Velez), Cassani (Palermo).

    Cessioni: Mutu (Cesena), Donadel (Napoli), D'Agostino (Siena), Avramov (Cagliari), Comotto (Cesena), Santana (Napoli), Seculin (Juve Stabia), Frey (Genoa), Seferovic (Neuchatel Xamax), Papa Waigo (Ascoli), Maritato (Vicenza), Aya (Reggiana), Lepiller (Verona).

    All. Mihajlovic

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