9
Lasciamo da parte il gioco delle colpe, Montella, Chiesa, la difesa, non c’è quasi nessuno che si salva dopo una gara così. L’umiliazione della Sardegna arena sarà una macchia difficile da lavare per questa Fiorentina, che non ha solo regalato i tre punti, ma ha visto tutte le certezze difficilmente cementate in undici gare, sciogliersi come neve al sole. Non è mancata qualità o brillantezza a questa Fiorentina, o meglio non solo, è mancata l’anima. Neanche nella buia stagione del duopolio Pioli-Montella si era vista una prestazione così umiliante per la Fiorentina, che dopo questa mazzata dovrà mettere insieme i cocci rotti, con Dusan Vlahovic come unico collante per il futuro.

SOSTA- La lieve nota positiva in casa viola è la sosta, con 15 giorni che possono regalare alla Fiorentina tranquillità e lavoro sodo, per presentarsi alla di Verona al rientro, con la precisa voglia di cancellare l’onta della Sardegna Arena, e poco importeranno i giocatori in campo o l’allenatore in panchina, ma servirà lo spirito e la grinta per vincere la partita. I due gol viola ci sono stati, ma sono arrivati purtroppo troppo tardi, quando il Cagliari aveva già fatto sua la gara, anche se per il morale possono fare bene.

VLAHOVIC- Nella notte fonda della Fiorentina, anche se troppo tardi, si è timidamente mostrato Dusan Vlahovic, anche lui assente ingiustificato quando i sardi erano in totale controllo della partita, che è riuscito a mettere insieme una doppietta che serve più che altro per il suo morale, ma può essere una timida scintilla da cui far ripartire il fuoco della Fiorentina, allagata dalla pioggia di Cagliari. Non è andato niente nella direzione sperata dai viola, che però non hanno fatto niente per evitare gli “olè” della Sardegna Arena, testimonianza di come da questo momento in poi si possa solo risalire…