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Il percorso scelto dalla Fiorentina per affrontare il peggior periodo dell'era viola non conosce ripensamenti o passi indietro, i Della Valle hanno scelto il muro contro muro con Firenze e i tifosi e, da lontano, assistono alla liquidazione tecnica della squadra e alla contestazione conseguente.

Operazione a cui si presta quotidianamente Pantaleo Corvino che non manca mai di rilasciare una dichiarazione che, solitamente, viene smentita dai fatti nel giro di poche ore come avvenuto con Kalinic che nel giro di venti minuti dalle parole del dg ha fatto sapere di non credere piu nel progetto tecnico viola e di volere il Milan. Ma è con Borja Valero che l'inadeguatezza comunicativa degli uomini scelti dai Della Valle per attuare la dismissione si manifesta a pieno.

Nell'era dei social e dei whatsapp Corvino continua a raccontare la sua verità, frutto di colloqui privati col calciatore che però fa puntualmente filtrare una versione completamente diversa. È un modo di fare calcio obsoleto quello che sta andando in scena in Fiorentina, dove la versione "ufficiale" non è piu l'unica versione sul tavolo e allora, soprattutto con un calciatore "simbolo" come Borja Valero sarebbe stato opportuno concertare una strategia comune.

Ma se l'unico obiettivo è quello di disfarsi dei giocatori con l'ingaggio più alto per sostituirli con calciatori che guadagnano meno non c'è concertazione possibile, bisogna solo vendere e farlo presto. E poco importa dell'aspetto tecnico perché i Della Valle non investono un euro da tre anni, ogni sessione di mercato puntano a limare al ribasso il monte ingaggi e adesso hanno persino annunciato di essere disponibili a cedere il club, tanto perché nessuno si senta autorizzato a pretendere alcunché.

Questa strategia distruttiva prevede l'utilizzo dei pochi uomini ancora spendibili, Antognoni in primis e l'ex presidente Gino Salica che, però, gettato in pasto ai tifosi ha palesato tutto il suo imbarazzo nel gestire situazioni che non conosce e non appartengono al suo mondo. Oggi la Fiorentina appare come un treno lanciato a tutta velocità su un binario morto, un treno dal quale i proprietari sono scesi e che il presidente Cognigni sta manovrando da dietro le quinte, pronto a individuare i soliti capri espiatori. Scommettiamo che il prossimo sarà proprio Corvino, che esaurito il suo lavoro in questo mercato non servirà piu ed anzi sarà d'intralcio, come gia accaduto nella prima sua esperienza fiorentina.