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Una bambina, un paio di scarpini e un pallone sotto braccio. Era il migliore amico di Patrizia. Quella ragazza che poi con gli anni è diventata ‘la Panico’. Sì, lei: una delle migliori calciatrici degli ultimi vent'anni e oggi ct dell’Under 15 maschile. Valeria Ancione, nel suo romanzo edito Mondadori “Volevo essere Maradona”, racconta sogni e speranze della piccola Patrizia che puntava ad entrare nel mondo del calcio. Pregiudizi? Tanti, tantissimi. Troppi. Ogni giorno era una lotta continua con chiunque: la mamma le ripeteva di concentrarsi sullo studio, i ragazzi al parco non volevano giocasse con loro solo perché era una femmina. Patrizia agisce e reagisce, il pallone come scudo per andare avanti verso la sua strada. Una guerriera che non si ferma davanti a nulla, nemmeno a quegli scarpini di due numeri più grandi. I sogni di una bambina diventano gli obiettivi di una ragazza, che dà un calcio a ogni malalingua e arriva prima in Serie A poi in Nazionale. 

IL MESSAGGIO - Il romanzo ripercorre la storia di Patrizia che con la forza di volontà e tanti sacrifici raggiunge l’obiettivo e fa ricredere tutti, anche quei ragazzini del parco: “Questa non è una femmina, è Maradona”. Un libro che fa bene a tutti, appassionati di calcio e non. Perché il messaggio è quello di inseguire i propri sogni senza fermarsi davanti a nulla. Mettere a fuoco un obiettivo e fare di tutto per raggiungerlo. Crederci, sempre. Come Patrizia, che voleva essere Maradona.