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E’ un nome che a pochissimi dirà qualcosa … e allora meglio partire dai numeri! 435 partite ufficiali giocate in carriera e 275 gol. Scarpa d’oro nel 1974 con 46 reti in 30 partite. (l’unico argentino oltre a Leo Messi ad aver vinto questo trofeo).

Questi sono solo alcuni dei numeri di uno dei più grandi attaccanti argentini di sempre, che non ha avuto la notorietà internazionale che sicuramente avrebbe meritato essenzialmente per due motivi; il primo è perché non ha mai giocato in Europa in squadre di primissimo livello e in secondo luogo perché nei suoi anni migliori (tra il 1967 e il 1975) la Nazionale argentina era tutt’altro che irresistibile a livello internazionale.

Yazalde nasce il 29 maggio del 1946 in un barrio di Buenos Aires popolarissimo per avere dato i natali al grande Diego Maradona, quello di Villa Fiorito.

Gli anni dell’infanzia “Chirola” (questo il suo soprannome, legato ad una infanzia poverissima) non sono facili. La famiglia di Hector vive praticamente in miseria, non ha neppure i soldi per i libri di scuola e ben presto la scuola la deve lasciare per iniziare, fin da ragazzino, a lavorare. Prima vende giornali per strada, poi lavora in un negozio di frutta e verdura e poi diventa venditore di gelati. Ma la sua grande passione è il calcio, è un hincha sfegatato del Boca, di cui ammira le gesta dei vari Rattin (capitano dell’Argentina nel 1966 al mondiale inglese) di Roma e Valentim.

Prova con diverse squadre, ma senza successo. La svolta arriva quasi per caso, come succede spesso anche nella vita dei più grandi: un giorno accompagna un amico ad un allenamento di una piccola squadra di quartiere, il “Pirana”. Vede giocare l’amico, chiede se qualcuno ha un paio di scarpette e di pantaloncini da prestargli … li trova e alla fine della sessione di allenamento gli viene immediatamente fatto firmare il contratto! La squadra gioca in pratica nella 4a divisione argentina ma le caterve di gol segnate dal “Chirola” ben presto attirano l’attenzione di diversi “addetti ai lavori”. Il più lungimirante di tutti è “un certo” Julio Grondona, (presidente della Federazione Argentina per oltre 40 anni, deceduto nel luglio del 2014) che consiglia vivamente il giovane attaccante al

Presidente dell’Independiente Carlos Radrizzani. Basta una sola partita durante un torneo locale che la decisione di Radrizzani è immediata: Yazalde diventa così un giocatore del “Rojos”. Quando arriva al Club e lo vedono in borghese quasi si spaventano; Hector è alto 180 cm ma pesa poco più di 60 kg. “Quando soffiano cade” è il commento di chi lo vede in azione in quel periodo. Parte dalla squadra riserve ma è troppo forte per rimanere li a lungo e infatti nel 1967 Hector è già titolare indiscusso della formazione dei “Rossi” di Avellaneda che nel 1967 conquisteranno il titolo nazionale. Il suo primo gol ufficiale lo segna alla 3a di campionato contro il Platense. Yazalde ha 21 anni, gioca già nelle giovanili della nazionale argentina, continua a segnare con grande frequenza, rivince il campionato argentino la stagione successiva (e con i soldi guadagnati si compra un appartamento in centro a Buenos Aires che dona ai genitori e ai 7 fratelli).

Arriva così, nel 1969. la prima partita nella Nazionale argentina. Saranno solo 10 in totale con la maglia biancoceleste, con solo 2 gol, entrambi ai Mondiali di Germania del 1974. Ma con i gol, tanti e spesso di buona fattura, arrivano le sirene dei grandi clubs. Hector è un giocatore intelligente, che sa muoversi tra le linee e partendo dalla posizione di centravanti classico sa svariare su tutto il fronte di attacco, riuscendo spesso a liberare il suo micidiale tiro. Quando decide di lasciare l’Independiente dopo 72 gol in 110 partite sono tanti i Clubs che bussano alla porta dei Rossi di Avellaneda; Santos e Palmeiras (forse le due più forti squadre brasiliane del periodo, nei bianchi di San Paolo con il n° 10 giocava un certo Pelè) il Valencia in Spagna, il Lione in Francia, il Nacional de Montevideo e il club amato da Yazalde fin dall’infanzia, il Boca Juniors. Ma alla fine si decide per lo Sporting Lisbona, nome importante in un periodo dove il calcio portoghese era ancora ad altissimo livello. L’impatto con i biancoverdi lusitani è notevole fin dall’inizio ma è nella stagione 1973-1974 che Yazalde mostra per intero il suo incredibile valore: segna 46 gol in 30 partite e per lui c’è il trionfo nella “Scarpa d’Oro”, che premia il maggior realizzatore nei campionati europei.

Record per i tempi e come detto primo argentino a vincere questo importantissimo riconoscimento. Al termine di quella stagione lo attendono i mondiali in Germania e Yazalde è il bomber indiscusso della Nazionale argentina. Al suo fianco in attacco gioca un giovanissimo Mario Kempes. Hector però ci arriva con diversi guai fisici (una caviglia capricciosa in primis) e pur giocando un buon mondiale non mantiene totalmente fede alle
attese. Gioca un’altra stagione con lo Sporting chiudendo la sua carriera portoghese con uno score impressionante; 104 presenze 104 gol ! Per lui arrivano i franchi dell’Olympique Marsiglia e nel 1975 si trasferisce nel sud della Francia, seguito dalla bellissima moglie, l’attrice e modella Carmen de Deus, star assoluta della televisione portoghese.

Dopo l’esperienza francese all’Olympique Marsiglia Yazalde rientrerà in Patria, nelle file del Newell’s Old Boys dove giocherà quattro stagioni ad ottimi livelli confermando le sue grandi doti realizzative. Purtroppo finito il calcio “Chirola” perde, come purtroppo capita a tanti, le coordinate e la capacità di rientrare in una vita normale fuori da una “cancha”.

L’alcool diventa un compagno sempre più presente e intorno a lui ci sono purtroppo persone che approfittano della sua ingenuità. Lo convincono a mettersi in affari dove alla fine quello a rimetterci è sempre lui.

Se ne andrà a soli 51 anni per una emorragia al fegato provocata da una cirrosi.
Un uomo valoriale e buono, un attaccante dalle grandi qualità che in ogni squadra nella quale ha militato ha lasciato un bellissimo ricordo … fuori e dentro il campo di gioco.


ANEDDOTI E CURIOSITA’

Grande amico d’infanzia di Yazalde è Horacio Aguirre, che diventerà uno dei più importanti compositori e chitarristi d’Argentina. E’ lui che presta i libri di scuola a “Chirola” ed è lui che va a giocare la partita nella quale Yazalde entra, con scarpe e pantaloncini recuperati sul posto, incantando i dirigenti del Club Pirana.

Come già raccontato al termine di quella partita a Yazalde viene immediatamente proposto un contratto e al momento della firma riceve 2000 pesos in contanti … l’equivalente di un mese a vendere banane e mele al negozio di frutta nel quale stava lavorando all’epoca! Con i “Diablos Rojos” dell’Independiente vinse il campionato alla sua prima stagione laureandosi anche capocannoniere della Primera Division argentina.

Nel 1970 fu eletto “Miglior calciatore argentino dell’anno”. La sua prima stagione allo Sporting fu decisamente difficile e complicata. Il leader riconosciuto del team era il centrocampista Fernando Peres da Silva, una specie di “ducetto” all’interno dello spogliatoio. Capì immediatamente che un calciatore del livello di Yazalde ne avrebbe
offuscato l’importanza all’interno della squadra e fece di tutto per ostacolare l’inserimento di Yazalde nella squadra. Non solo a Yazalde spesso e volentieri non veniva servito il pallone ma veniva sistematicamente picchiato in allenamento dagli uomini di Peres.
Perfino nella vita sociale del Club Yazalde all’inizio veniva escluso.
Il tutto sotto gli occhi del pavido allenatore Fernando Vaz, incapace di gestire questa situazione e di tutelare Yazalde. Pur arrivando allo Sporting nel febbraio del 1971 proprio a causa di queste circostanze Yazalde fa il suo esordio ufficiale con lo Sporting solo all’inizio della stagione successiva, contro il Boavista. Vittoria dello Sporting per 4 a 1 e doppietta di Yazalde. Con la partenza di Peres, letteralmente cacciato a calci dalla dirigenza e con l’arrivo del nuovo allenatore Màrio Lino, Yazalde torna ad essere quel fenomenale attaccante che era in Argentina. Chiuderà la sua esperienza allo Sporting con una media gol strabiliante: 104 reti in 104 partite di campionato.

Come premio per la conquista di questo trofeo al vincitore spetta una TOYOTA nuova fiammante. Yazalde non ci pensa un secondo: vende la Toyota e divide l’incasso con tutti i suoi compagni di squadra. “Senza di loro non avrei mai segnato tutti quei gol per cui è il minimo che io possa fare” dirà “Chirola” per spiegare il suo gesto.

Sulle qualità umane di Hector Yazalde sono davvero innumerevoli gli aneddoti.
Il giorno stesso in cui il Direttore Sportivo dello Sporting Lisbona Abrãao Sorin chiude la trattativa con l’Independiente per l’acquisto di Yazalde con il primo assegno incassato “Chirola” ordina la costruzione di una nuova casa per i suoi genitori a Buenos Aires
Anche durante la sua permanenza in Portogallo nonostante l’ottimo ingaggio Yazalde viveva in maniera assolutamente semplice. La gran parte dello stipendio la mandava regolarmente alla famiglia in Argentina.

“Non mi è mai piaciuta l’ostentazione. Ho tutto quello che mi serve per stare bene e a casa mia del denaro ne hanno molto più bisogno di me” disse in più di un’occasione Yazalde. Sono in molti a ricordare che Yazalde, che amava passeggiare per Lisbona, si intratteneva a giocare a calcio con i ragazzini in strada e fu visto svariate volte al termine di quelle infuocate partite seduto ad un bar ad offrire panini, bibite e gelati a nugoli di adolescenti.

Nel 1974 al termine dei Mondiali di Germania disputati con la sua Nazionale si presenta l’occasione della vita: a volerlo a tutti i costi è il nuovo allenatore del Real Madrid, lo jugoslavo Miljan Miljanic. L’offerta del Real Madrid è principesca: per lui e per la società. Ma il nuovo Presidente dello Sporting, Joao Rocha, non se la sente di cedere il suo miglior calciatore anche per evitare una più che probabile insurrezione dei tifosi.
Il problema è che non ci sono i soldi neppure per avvicinarsi alla cifra offerta a Yazalde dal Real Madrid.

A 28 anni è per “Chirola” probabilmente l’ultima occasione per giocare in un grande Club e sistemarsi economicamente per il resto dei suoi giorni. “Presidente, lei mi dia il massimo che può darmi. E io firmerò un nuovo contratto per lo Sporting”. La cifra non arriverà ad essere neppure la metà di quella offerta dalle “Merengues” ma Yazalde firmerà per lo Sporting per altre due stagioni … anche se al termine della prima sarà ceduto ai francesi dell’Olympique Marsiglia. Coraggio e onestà come detto sono state due caratteristiche peculiari di questo ragazzo nato a Villa Fiorito, uno dei quartieri più poveri di Buenos Aires.

Lo Sporting deve giocare il ritorno del Secondo turno della Coppa delle Coppe contro gli inglesi del Sunderland. All’andata al Roker Park i biancorossi si sono imposti per due reti ad una con il gol dello Sporting segnato da Yazalde a cinque minuti dal termine.

Nel ritorno al “Josè Alvalade” la presenza di Hector Yazalde è in forte dubbio per problemi ad una caviglia. L’allenatore Màrio Lino sa che per avere qualche speranza di passare il turno non può prescindere dal suo grande attaccante. “Hector facciamo così. Inizi la partita e se andiamo in vantaggio ti tolgo immediatamente dal campo per non rischiare ulteriormente”.

Yazalde accetta. Passano 26 minuti e un gol di Yazalde porta in vantaggio lo Sporting.
Màrio Lino, che è un uomo di parola, fa scaldare un uomo in panchina e si appresta a sostituire Yazalde. "Mister, non va poi così male. Arrivo fino alla fine del primo tempo e poi mi toglie” dice “Chirola” al suo allenatore. Quando entrano negli spogliatoi Lino si prepara alla sostituzione. “Mister, il risultato è ancora in bilico. Provo a rimanere in campo ancora un po’, magari riusciamo a fare un altro gol” rilancia Yazalde. Al 65mo minuto è l’ala Samuel Fraguito a segnare il secondo e decisivo gol. A quel punto, ma solo allora, Yazalde accetta di farsi sostituire. Non giocherà per infortunio la successiva partita contro il Porto, l’unica che salterà in tutto il campionato.

Dopo l’esperienza francese all’Olympique Marsiglia Yazalde rientrerà in Patria, nelle file del Newell’s Old Boys dove giocherà quattro stagioni ad ottimi livelli confermando le sue grandi doti realizzative. Purtroppo finito il calcio “Chirola” perde, come purtroppo capita a tanti, le coordinate e la capacità di rientrare in una vita normale fuori da una “cancha”.

L’alcool diventa un compagno sempre più presente e intorno a lui ci sono purtroppo persone che approfittano della sua ingenuità. Lo convincono a mettersi in affari dove alla fine quello a rimetterci è sempre lui.

Se ne andrà a soli 51 anni per una emorragia al fegato provocata da una cirrosi. Un uomo valoriale e buono, un attaccante dalle grandi qualità che in ogni squadra nella quale ha militato ha lasciato un bellissimo ricordo … fuori e dentro il campo di gioco.