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Alberto Zaccheroni, ex ct del Giappone e allenatore del Milan, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Se il calcio andava fermato prima? Col senno di poi, sì. Almeno si doveva avere la determinazione di fermarsi già la domenica dalla partita Parma-Brescia sospesa e poi ripartita, era l’occasione. Un turno in meno di abbracci e contatti tra giocatori chiaramente da evitare".

SUL TAGLIO DEGLI STIPENDI - "Le imposizioni non mi piacciono. Preferisco quello che stanno facendo in Germania e in Inghilterra. Riduzione spontanee dei giocatori, secondo coscienza".

SU MALDINI - "Non l'ho sentito, non voglio rompergli le scatole in questo momento. Ma sono felice di leggere che stanno bene, lui e suo figlio. Io sono molto affezionato all’uomo, prima che al campione".
UN CONSIGLIO A MALDINI PER IL FUTURO - "Premetto: non conosco tutti i dettagli. Ma è chiaro che se ci sono stati manovre a sua insaputa dal punto di vista tecnico, non va bene. Una sorta di compromesso è inevitabile, nei rapporti, ma l’ingerenza no. Toccava a Boban e a lui la responsabilità tecnica e qualcuno della dirigenza si è mosso senza avvertirli. Fortemente scorretto. Nel decalogo che affiggevo negli spogliatoi la prima regola era: rispetto dei ruoli. Non mi sono mai permesso, per dire, di far giocare qualcuno senza l’ok dei dottori, anche se la pensavo diversamente. Ora sta a lui decidere se restare per il bene del Milan. Dipenderà credo da quali poteri vuole e quali gli concederanno. Ma una cosa è certa, questo Milan è in costruzione. Per raccogliere devi seminare. E in questo momento Paolo Maldini è troppo importante per il Milan. Lui conosce la storia del club, ne incarna l’animo, sa come raggiungere i risultati. Ha carisma, intelligenza e buon senso, ha questa grande capacità di mantenere sempre l’equilibrio. Se si vuole fare tornare il Milan alla sua grandezza in tempi brevi o medi, lui è indispensabile". 

SU ELLIOTT - "Non bene. Capisco quello che leggo: vogliono vendere. Ma il brand deve essere di qualità se ci vuoi guadagnare o non perdere. E qui rientra ancora Maldini. Il Milan ha bisogno di certezze e risultati. In questo quadro, se vuoi ricostruire o vendere bene, non cedi i pezzi migliori. Donnarumma? Mi ricorda Zoff. Ha una calma olimpica. Dà sicurezza alla difesa e non è facile fare il portiere ora in questo Milan".

SU IBRAHIMOVIC - "Io lo adoro. Ho il rimpianto di non averlo mai allenato. E nonostante l’età, è sempre un gran bel vedere. Ora è un punto di riferimento, se si riparte sarà decisivo perché questa ha sopratutto bisogno di un leader. Ma per il futuro, insomma, non è che ricostruisco basandomi su un campione di 39 anni. Il suo addio sarebbe un gran peccato, non un gran problema. Ma adesso Ibra aiuti il Milan, sempre che si riparta".