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Fino allo scorso anno i blitz palermitani di Maurizio Zamparini erano attesi con grande entusiasmo. Lui vicino alla squadra, chiacchierate in libertà con la stampa, “tracce” utilissime di calciomercato. Arrivava, caricava l’ambiente e ripartiva. Già, forse il vecchio Zamparini, perché quello di oggi i tifosi fanno fatica a riconoscerlo. Ogni volta, l’ultima ieri nella striscia di interviste rilasciate alla stampa “meritevole” e non concorrenziale, un sottile attacco all’immagine di Rossi, al suo profilo umano, alla sua professionalità.

Roba che – da un bel pò di tempo – la tifoseria palermitana non comprende, non giustifica ponendo per la prima volta dallo sbarco in città Zamparini all’opposizione. Tutti sono con il maestro Rossi, uomo di profonda saggezza e virtuosismi da campo, che ogni domenica mette la faccia e la forza nel compiere, insieme ai suoi ragazzi, piccoli miracoli.

Alla vigilia del match contro la Fiorentina che in caso di vittoria proietterebbe il Palermo in una posizione ancor più d’avanguardia dando, possibilmente, la svolta al suo campionato, ci si aspettava uno Zamparini diverso: calmo, normale, vicino alle cose rosanero.

Ed invece non è stato cosi. Ancora una volta il suo obiettivo è stato Delio Rossi. “Lui come tecnico vale 9, ma non è aziendalista” (Antenna Sicilia). Oppure, “Durante la settimana Rossi è un bravissimo allenatore, ma la domenica diventa presuntuoso, come un generale che vuol fare di testa sua” (Tgs).

Ed ancora: “Tra noi c’è qualche differenza di vedute, io vorrei che fosse più aziendalista, vorrei che fosse il nostro Ferguson” (dichiarazioni ai giornalisti),  così come: “Ho già avuto alle mie dipendenze un ds (Sabatini, ndr) che si è stancato di me, non vorrei che anche Rossi si fosse stancato di me e a giugno andasse via”. Ancora: “C’è una differenza di ruolo fra presidente e allenatore, lui è un mio dipendente e deve sopportare anche i miei giudizi. Secondo me Rossi è uno dei più bravi per come allena la squadra durante la settimana, magico in fase offensiva, disastroso in quella difensiva. E’ presuntuoso perchè non vuole dialogare sulle strategie”.

Ed infine a Sky: “Mi piacerebbe che Rossi diventasse il Ferguson del Palermo, calandosi in un’ottica societaria. Per esempio la cessione dei migliori è praticamente obbligata adesso che entrerà in vigore il fair play finanziario con precisi parametri, ma noi cediamo solo chi vuole andar via. E per l’anno prossimo, abbiamo già l’introito che deriva dal passaggio di Cavani al Napoli, per cui Pastore e Ilicic penso che resteranno”.

Insomma una serie di piccoli comizi con l’obiettivo Delio Rossi, incomprensibili da parte della tifoseria, compresa quella fetta di tifosi di “fusirosanero” che gli hanno scritto una lettera per sensibilizzare l’armistizio in viale del Fante solo per il bene del Palermo e che si sono sentiti rispondere: “Raccolta di firme per rinnovare il matrimonio con Rossi? Una proposta che mi ha fatto sorridere, è come la petizione di 60-70 persone che raccolgono firme perchè vogliono le dimissioni del presidente del Consiglio”. Uno piccolo smacco ad una pattuglia di tifosi, non 70 ma più di 2mila, gli stessi a cui Zamparini in più di un'occasione ha chiesto "aiuto" quando c'era da difendersi dalle clamorose ingiustizie arbitrali.

E della partita di oggi? Della Fiorentina? Della possibilità di volare in caso di vittoria? Nemmeno una parola. A queste cose di campo, come sempre ci penserà Rossi e la sua squadra.