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Intervistato dalla Rai dal ritiro di Coverciano e riportato dal Corriere dello Sport, Nicolò Zaniolo si è ripresentato alla stampa con l'azzurro addosso, dopo l'Europeo sfumato per infortunio, ma con una faccia e una convinzione diversa rispetto agli eccessi del passato.

È STATA DURA - "Il gol col Trabzonspor? Una serata perfetta. Spero ce ne siano tante altre. Ma è stata dura. Molto più di quando mi ero fatto male la prima volta. In Olanda mi è arrivata una mazzata. Ho pianto una settimana. Venivo da sei, sette mesi di riabilitazione e ricomiciare da capo... Eppure con il lavoro ho scoperto di avere dentro di me energie che non conoscevo. E sono cresciuto come uomo, come persona, come calciatore. Posso dirlo, ora: non tutti i mali vengono per nuocere". 

ALLENARSI BENE - "Ho iniziato a vedere quanto sono importanti i dettagli. Prima andavo all’allenamento tanto per... Adesso so quanto vale arrivare in anticipo. La cultura del lavoro, l’alimentazione. Muhammad Alì diceva che la volontà conta più dell’abilità? Verissimo: puoi avere talento quanto vuoi ma se non lavori sui minimi particolari, in campo poi non rendi".

KEAN - "Ci siamo salutati con affetto. Mi mancava, è un grande amico. L’ho trovato maturato, focalizzato sull’obiettivo: come me anche lui sogna di far parte di questa Nazionale. Certo, sappiamo quale sia la forza di questa squadra, la chiave della vittoria: la coesione, essere in piena sintonia".
L'ITALIA - "Come penso di inserirmi? Già sono onorato di far parte di questo gruppo. Mi servirà umiltà per scrivere altre pagine. Ho voglia di spaccare il mondo ma con la testa giusta, con calma. Il pallone per me è tutto, fin da piccolo. Mancini? Non mi ha parlato ma so quello che vuole".
 
FAMIGLIA E PATERNITA' - "La famiglia è la cosa più importante che ho, per questo l’ho tatuata addosso: per averla ovunque con me. La difenderò sempre. Se sono qui lo devo all’aiuto dei miei. Il motto resta lo stesso: piedi per terra. Le emozioni al parto le tengo per me, le più grandi che ho vissuto. La responsabilità che ne è derivata mi aiuta a crescere e maturare ogni giorno di più".

TOTTI - "Il bambino con la mia maglia per strada durante il lockdown? E’ stato incredibile. Poi ci siamo scritti via social, anche con la famiglia. Io in quel periodo mi allenavo in casa, dopo il primo infortunio. Totti è un’icona, il giocatore più forte della storia della Roma. Io posso solo ammirarlo. Il suo percorso è stato straordinario, il mio è in atto, al di là delle coincidenze".

MOU - "Mourinho? Un grandissimo allenatore, carismatico dentro e fuori dal campo. Sa far gruppo, sta bene con tutti, è molto alla mano. Sì, me lo aspettavo così: un tipo tranquillo, che dice le cose come stanno, duro ma anche bravo. Spero di conquistare tante cose con lui".