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    Zaniolo super, Dybala a sprazzi: Roma, la strada per lo scudetto è lunga ma predestinata. Nonostante Mou

    Zaniolo super, Dybala a sprazzi: Roma, la strada per lo scudetto è lunga ma predestinata. Nonostante Mou

    • Renzo Parodi
      Renzo Parodi
    E’ lunga lunga la strada per Tipperrary, lo scudetto è una macchiolina lontana ma visibile. La marcia di avvicinamento prende avvio con un beneaugurante successo di misura a casa della coriacea Salernitana. Decide il gol di Cristante, segnato sul finire del primo tempo. La Roma non corre rischi e anzi si avvicina ripetutamente al raddoppio che manca per questione di millimetri (il palo di Dybala). Zaniolo in grande spolvero, Dybala a sprazzi, Abraham nervoso e un po’ intristito là davanti. Missione compiuta. Il derby a distanza con la Lazio vede le due squadre scattare appaiate. Sarà una bella lotta, in campo, sui giornali, sui citi e sulle tv. Mourinho e Sarri non se le manderanno a dire. In verità, hanno già iniziato il duello…

    Generosa ma spuntata la Salernitana. I nuovi acquisti (Vilenha, Bohinen, Candreva) così così. Nicola ci dovrà lavorare su.

    Alla vigilia del match Mourinho aveva avviato la campagna d’estate stuzzicando il rivale cittadino, Maurizio Sarri. “Il favorito per lo scudetto sei tu”. “No, sei tu”, la replica del tecnico laziale. Giochi di fumo, lo Special One ne è il rinomato inventore. Mou preferisce correre al coperto e dunque ha rimarcato che a conti fatti la sua Roma ha speso appena 7 milioni di euro (Dybala e Matic sono approdati sul Tevere da svincolati) mentre la Lazio ne ha sborsati 29.  Schermaglie, fumisterie, azioni di disturbo reciproche. Il calcio parlato che spesso non fa rima col calcio giocato.

    La realtà è che la Roma si presenta ai nastri di partenza con le stimmate della predestinata. Ha salvato il suo pezzo da collezione, Zaniolo, ha arruolato la Joya ex juventina, affamata di riscatto. Ha pescato un vecchio marpione come Maric e un navigato frequentatore delle pelouse europee come l’olandese Wjinaldum. Che altro le manca per pensare al bersaglio grosso?

    Anche la Salernitana, scampata nel gran sabba primaverile alle fiamme dell’inferno cadetto, nel suo piccolo ha costruito una squadra competitiva. Giovani ambiziosi, Botheim e Bohinen (quest’ultimo fuori per infortunio), il ritrovato Bonazzoli, bomber stagionale l’anno passato con 9 gol in campionato, il quotato Vilenha e il neoacquisto Candreva che nella Sampdoria di Ranieri aveva vissuto una stagione da leone ma con Giampaolo non ha mai legato. 

    Arechi colmo di trentamila anime palpitanti, duemila sono scese da Roma. Atmosfera niente affatto ferragostana. In campo ritmo tutt’altro che alto ma si capisce, si gioca nella calura umidiccia di un’estate infinita.  Roma con il tridente mascherato che in realtà è una forchetta sghimbescia: Dybala e Zaniolo in rampa di lancio, larghi, alle spalle della punta centrale, Abraham. Mou a sorpresa lascia fuori il frangiflutti Matic a pro di Cristante e preferisce Spinazzola a Zalewski. Nicola sceglie la coppia d’attacco Bohinen-Bonazzoli, e in difesa punta su Bronn, preferito a Pirola per fare reparto con l’ex giallorosso Fazio e Gyomber.

    Pronti via. Zaniolo è il primo ad accendersi. Due palle lavorate da par sui, la prima spedita a lato la seconda sparata su Sepe che si arrangia come può alla respinta con la spalla. Sprazzi di Salernitana che si chiude bene e riparte. Kastonos e poi Bonazzoli si fanno vivi dalle parti di Rui Patricio, senza creargli grattacapi. Dybala?  Riemerge al minuto 23’ con una punizione liftata che spedisce il pallone alto sopra la traversa. La cosa più bella del primo scorcio di gara è la combinazione Abraham-Dybala-Zaniolo, il mancino manca la porta di Sepe. Funziona già abbastanza bene la triade avanzata di Mourinho, i tre si cercano e si trovano con buona fluidità. Il più in palla sembra Zaniolo che il ct Mancini aveva spronato (“gli anni passano…”) e sembra convinto di avere la chance giusta con la maglia giallorossa. 

    La supremazia della Roma non è travolgente ma netta. E dà i suoi frutti al 33’. Abraham al tiro, Sepe respinge centrale, Cristante è al posto giusto e dai 20 metri spara un bolide che fa secco il portiere campano. Roma avanti 1-0 e non è una bestemmia. Anzi...

    La Salernitana reagisce allo schiaffo di Cristante e alza il ritmo della manovra e la pressione sugli avversari, ma qualcuno dei ragazzi di Nicola esagera e va fuori giri. Nel giro di due minuti l’arbitro Sozza mostra il cartellino giallo a Gyomber e a Kastanos che avevano arrotato senza scrupoli Abraham e Zaniolo. Roma in controllo del match senza patire grossi affanni, la differenza di tecnica calcistica si nota tutta, del resto le due squadre disputeranno lo stesso girone ma due campionati differenti. La squadra di Mou non commette l’errore di attendere l’avversario, continua a fare il proprio gioco come se il punteggio fosse ancora sullo 0-0. Segno di maturità e di consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie ambizioni. Quasi all’intervallo, altra chance per la Lupa giallorossa. Fuga forsennata in contropiede di Zaniolo palla al piede e assist al bacio per Dybala, Paulo solo soletto davanti al portiere della Salernitana calcia e coglie il palo. Palla-gol sprecata.  Si chiude con un lampo di Candreva che aggira Spinazzola e calcia a giro ottenendo soltanto un calcio d’angolo. Al riposo la Roma in vantaggio grazie al gol di Cristante e il punteggio parziale le sta pure stretto.

    Ripresa. La Salernitana alza il ritmo e la Roma stinge il campo e arretra. Battibecco Pellegrini-Abraham dopo un’azione avversaria, segno che la squadra non è del tutto tranquilla. Mourinho si alza dalla panchina e calma i suoi. 8’ scontro in area fra Karsdorp e Mazzocchi (fieri duellanti lungo l’out) l’esterno di Nicola reclama il calcio di rigore, Sozza si sbraccia, per lui tutto regolare e direi che l’arbitro ha visto giusto. L’occasione per il raddoppio capita a Dybala, servito in area da un filtrante di Spinazzola, il diagonale incrociato della Joya si perde appena largo. Nel frattempo nella Salernitana Ribery e Valencia sono subentrati rispettivamente a Kastanos e Botheim. Nicola prova ad aumentare la trazione anteriore della sua squadra.  Poi dentro anche Samba per Mazzocchi. Ancora Roma con Dybala e Zaniolo che si fanno vivi dalle parti di Sepe, e prima sostituzione per Mourinho, esce Abraham, un po’ sfocato, per Matic. Il tecnico portoghese si copre infoltendo il centrocampo. La Roma passa ad un fac simile di 3-5-2, con Zaniolo e Dybala avanzati e un centrocampo a cinque. Matic si becca subito il giallo, fallaccio. Poi Kristoffersen subentra a Lassana Coulibaly nella Salernitana che abbozza l’ultimo assalto alla ricerca del pari. Alla mezz’ora passata da 4 minuti Zaniolo lascia il posto a Wjinaldum e a quel punto è chiaro che Mou vuole conservare il minimo vantaggio lasciando il solo Dybala in avanscoperta e infoltendo il centrocampo che di più non si potrebbe. Sprazzi di Salernitana (Bonazzoli, a alto) ma nulla che faccia presagire la rimonta. Dietro la Roma regge bene e chiudendo gli spazi soffoca le velleità dei ragazzi di Nicola, generosi ma spuntati. Alle stelle il tentativo di Vilenha, mancino dorato ma velocità di crociera piuttosto ridotta. 

    Affiora la stanchezza nel calderone dell’Arechi e naturalmente è la Roma, che si difende, ad avvantaggiarsene. Hai voglia a dire che il calcio d’agosto rientra nella normalità. Non è vero e sappiamo perché si è costretti ad affrontare questo calvario. Fuori anche Dybala, stremato, per El Shaarawi. I quattro minuti di recupero non sortiscono effetti e la Roma torna  a casa con i tre punti, un buon viatico per le future battaglie. 


    IL TABELLINO
     
    Salernitana-Roma 0-1 (primo tempo 0-1)
    Marcatore: 34' Cristante

    SALERNITANA (3-5-2): Sepe; Bronn, Gyomber, Fazio; Candreva, Kastanos (9′ st Ribery), Coulibaly (28′ st Kristoffersen), Vilhena, Mazzocchi (17′ st Sambia); Bonazzoli, Botheim (17′ st Valencia). A disposizione: Micai, Sorrentino, Bradaric, Veseli, Radovanovic, Iervolino, Kechrida, Capezzi, Pirola. Allenatore: Nicola.

    ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Pellegrini, Spinazzola; Dybala (44′ st El Shaarawy), Zaniolo (34′ st Wijnaldum); Abraham (23′ st Matic). A disposizione: Svilar, Boer, Shomurodov, Vina, Celik, Kumbulla, Zalewski, Bove, Felix, Tripi. Allenatore: Mourinho.

    Arbitro: Sozza di Seregno
    Ammoniti: 28’ Coulibaly (S), 39’ Gyomber (S), 40’ Kastanos (S), 3’ st Smalling (R), 28’ st Matic (R)

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