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  • Zazzaroni: Gasp e le verità da bar

    Zazzaroni: Gasp e le verità da bar

     

    di Ivan Zazzaroni
     
    Nella notte, dopo la sconfitta col Trabzonspor, Gasperini, scottato, se n’è uscito con questa frase: “Al bar sport ne sanno più di chi mi critica. Il gruppo c’è, sento l’appoggio del club”.
     
    Premesso che il novanta per cento dei giornalisti non solo sportivi, me compreso, s’è formato al bar sport – il mio si chiamava Bar Passarotti, a Bologna, e c’erano Bunny, Rigo, Marotta, non Beppe, Maurizio, e il Gallo, tutti supercompetenti -, ho avuto la conferma che Gasp fatica a reggere la pressione di Moratti.
     
    Gli appunti che gli avevo (e avevamo) mossi sono questi.
    1) Non si può stravolgere l’identità, il modulo di una squadra come l’Inter (passando, che so, alla difesa a 3). Il rigetto è immediato, fisiologico: le caratteristiche e il percorso dei giocatori più importanti devono essere rispettati.
    2) Campioni plurimedagliati come Lucio, Samuel, Sneijder, Cambiasso, Chivu e Stankovic devono essere prima conquistati, e convinti, e poi allenati: un tecnico bravo ma senza titoli parte sotto di tre gol.
    3) Zarate, Obi e Jonathan non sono ancora presentabili, in una big.
    4) Una mediana come quella di Palermo con Jonathan e Nagatomo esterni e Stankovic e Cambiasso centrali è, per spessore, da ottavo posto in campionato.
    5) Moratti, che è la società, prima ti appoggia e poi, sempre più spesso ormai, te l’appoggia.
    PS. Il Napoli di Manchester mi ha conquistato interpretando con decisione il ruolo di non-protagonista: difesa attenta (eccellenti Cannavaro e Campagnaro), pressing alto, entusiasmo, consapevolezza dei propri limiti e delle proprie qualità, più Cavani e Lavezzi. Napoli è l’unica città italiana in cui col pallone fare sesso.
     
    Ivan Zazzaroni è su http://zazza.blog.deejay.it/

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