Juventus-Roma è partita che si porta con sé da sempre emozioni forti, condita da polemiche e grandi giocate dei tantissimi campioni che hanno contribuito alla storia delle due società.

SUD CONTRO NORD - È partita dal forte fascino e richiamo, l'occasione giusta per misurare la rivalità che serpeggia tra nord e centro-sud del Paese. Significa anche questo, Juventus-Roma, una sfida del movimento calcistico del centro-sud al nord ricco, potente e vincente. Dagli anni'80, poi, la sfida è diventata davvero sentita tra le rispettive tifoserie, complice l'ormai famosissimo gol di Turone e gli appassionanti testa-a-testa per la conquista dello scudetto.

LA CALATA DEI NORDICI IN SERIE A - Però nel 1950 le cose sono molto diverse: quella stagione prende il via con la Juventus che si presenta con lo scudetto cucito sul petto, mentre la Roma è reduce da una sofferta salvezza nel torneo precedente, ottenuta non senza polemiche e tanti sospetti, talmente tanti che in un primo momento venne annullata la vittoria ottenuta contro il Novara. Tutti o quasi in serie A si affannano alla ricerca di calciatori che provengano dal nord Europa, proseguendo in una “moda” inaugurata nell'estate dell'anno prima, memori un po' tutti gli addetti ai lavori delle mirabolanti imprese della Nazionale danese alle Olimpiadi del 1948. L'Inter si accaparra il fantasista svedese Skoglund, la Roma si prende il meno famoso dei fratelli Nordahl e la Juventus preleva dall'Atalanta Karl Hansen.

LA FIERA DEL GOL - Insomma, le due squadre arrivano a sfidarsi alla quinta giornata di andata con stati d'animo e obiettivi opposti: 6 punti la Juventus, 2 la Roma. Si gioca domenica 8 ottobre 1950 al Comunale di Torino. I bianconeri si presentano praticamente al completo con i tre danesi, Parola e Boniperti, con la sola defezione dell'ala destra Muccinelli. I giallorossi, invece, devono fare   a meno del mediano Andersson, sostituito da Maestrelli che viene arretrato a controllare John Hansen.

Neanche il tempo – o quasi – di accomodarsi sui gradoni e bere un buon Borghetti che nello stupore generale la Roma è già in vantaggio 0-2, con anche un'altra rete segnata ma giustamente annullata dall'arbitro, Carpani di Milano. Lo 0-2 iniziale sembra ridestare la Juventus, che inizia a macinare gioco e azioni, per cercare di riaprire la partita. Alla mezzora l'allenatore juventino Carver sposta all'ala sinistra Vivolo, Boniperti sulla destra e Praest centravanti e i frutti si iniziano a cogliere già dopo una manciata di minuti, quando Boniperti accorcia le distanze. La Juventus schiaccia la Roma nella propria metà campo e al 43° raggiunge il pareggio. 2-2 all'intervallo, dopo 45 minuti pieni di emozionanti montagne russe per i tifosi. All'inizio di ripresa l'evento decisivo. Praest e Trerè vengono in contatto in area di rigore romanista e l'arbitro fischia convinto il calcio di rigore, tra le proteste giallorosse, che Karl Hansen trasforma portando in vantaggio la Juventus. Per alcuni giornalisti quel rigore venne concesso con troppa generosità, ma la verità fu che la Juventus si portò in vantaggio suggellando la netta superiorità evidenziata dopo il doppio svantaggio. Dal 3-
 in poi non c'è più partita. Appena due minuti dopo il calcio di rigore i padroni di casa si portano sul 4-2 chiudendo, di fatto, i giochi. Da quel momento e sino al 90° resta il monologo bianconero, con la Juventus che segna altre tre volte fissando il punteggio finale sul 7-2 a proprio favore.

LA PRIMA VOLTA IN SERIE B - Al termine di quell'annata la Roma conoscerà la sua prima ed unica retrocessione in serie B, totalizzando 28 punti, uno in meno del Padova e uno in più del Genoa, ultimo. Partita con il grande Adolfo Baloncieri in panchina, questi venne sostituito a Natale da Serantoni ma le cose non migliorarono, tanto che all'indomani della clamorosa sconfitta contro la Lucchese, tra le nebbie di sospetti e veleni la squadra venne affidata a Masetti ma nulla può per evitare alla Roma la retrocessione in serie B.

(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)