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"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

Goku bambino, poi di colpo grande, poi di nuovo bambino. Bulma, geniale, imprenditrice, coraggiosa, che fa impazzire prima Yamcha e poi Vegeta. L'amico Crilin, il Maestro Muten, il nonno Gohan, che poi sarà anche il nome del figlio come nelle migliori tradizioni familiari. E poi il Fiocco Rosso, il torneo Tenkaichi, Piccolo e l'erede Junior pronto a vendicare il padre salvo poi diventare il padrino di Gohan e l'amico più fidato di Goku. E poi Goten, Trunks, la trilogia di cattivi Freezer, Cell e Majin-Bu; l'Onda Energetica, la fusione, l'Energia Sferica e un'infinità di altre cose. 35 anni fa usciva la prima puntata di Dragon Ball nella sua versione anime, e che ha segnato più di una generazione. E lo sappiamo bene perché, oltre ad averlo 'vissuto' davanti allo schermo o sfogliando le pagine 'all'incontrario', lo hanno ricordato più volte i giocatori in mezzo al campo. 

E partiamo dall'uomo che sta dominando la Serie A: Romelu Lukaku. Che recentemente ha rivelato: "​Io guardavo Dragon Ball e lo guardo ancora oggi. Vai a vedere Goku nella sua nuova evoluzione". Non si è fermato allo Z o al Gt, Big Rom, ma è andato avanti, arrivando fino all'Ultra Istinto, con cui Goku ha superato in forza diversi Dei della Distruzione. Un nerd vero, il 9 dell'Inter, che per stazza e potenza ricorda il Super Sayan originale, Broly. E lo sa anche lui perché, la scorsa stagione, per esultare sui social, ha ribattezzato Sanchez Goku e sé stesso Broly. 
Non solo lui, però. Tante, tantissime volte Dragon Ball è comparso sui campi del calcio mondiale: coreografie, scarpini personalizzati, esultanze mo' di fusione (vero Calhanoglu e Kessie? Vero Martinez e Almiron?), o onde energetiche sparacchiate qua e là. Perché alla fine il calcio, quello vero, con gli spalti pieni, è tutta una grande energia sferica. Si incita il pubblico per rendere al meglio. E trovare forze che sembravano scomparse.