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La gauche parigina contro gli americani che controllano (anche) il Genoa. È bastato che si diffondesse la notizia dell'acquisizione del Red Star Paris (squadra che milita in Nationale, la terza divisione francese) da parte di 777 Partners affinché scattasse la mobilitazione delle forze di sinistra contro il passaggio di proprietà e a sostegno della tifoseria del club. Che dal canto suo contesta l'affare sin dal momento in cui se ne è cominciato a parlare.

Un appello firmato da diverse personalità del mondo politico, fra le quali spicca il candidato alle recenti elezioni Jean-Luc Mélenchon, esprime avversione per un'operazione che viene vista come pura speculazione capitalista. Ciò che contraddice l'identità del club fondato da Jules Rimet, che nel corso del Novecento ha mostrato una chiara matrice operaia.
Firmato anche da altre personalità della politica gauchiste come Marie-George Buffet (ministra dello sport nel governo di Lionel Jospin) e Benoît Hamon (candidato socialista alle presidenziali 2017), l'appello parte dall'affermazione che il Red Star è “un bene comune che non può essere sacrificato sull'altare del profitto”. Una mossa che va a supportare la mobilitazione degli ultras del Red Star, che in occasione della gara casalinga contro il Séte disputata lo scorso 15 aprile hanno manifestato clamorosamente il proprio dissenso, con un lancio di fumogeni in campo che ha costretto l'arbitro a interrompere la gara.

Per i sostenitori del club di Saint Denis è inaccettabile che la loro squadra finisca dentro un portafoglio di multiproprietà, che oltre al Genoa comprende lo Standard Liegi e il Vasco de Gama. Hanno annunciato fin dal primo momento che si sarebbero opposti all'operazione e adesso trovano sponda in una parte del mondo politico. Un messaggio chiaro contro la finanziarizzazione del calcio e in difesa dell'identità locale. Ma anche una rarità, purtroppo.