156
L’1 a 1 fra Juventus e Atalanta in fondo è giusto, regolare, fra due squadre diverse ma di rendimento, come dire, simmetrico. La sua raffigurazione casomai risulta più picassiana che euclidea, con forti deformità di gioco basso e alto, e non parliamo di zone del campo. Le due squadre comunque si sono battute al massimo, con vigore sempre e scorrettezze poche volte, e qui è magari opportuno un vasto passo indietro. Chi pratica calcio da un congruo numero di anni ricorda eccome quando l’Atalanta era una specie di filiale juventina in Lombardia. Dirigenti massimi legati da calda amicizia personale, flusso quasi continuo (lo interruppe Donadoni, che per sé volle il Milan) di calciatori fortissimi o comunque promettenti da Bergamo a Torino, senso quasi di una consorteria nel Bergamasco bianconerazzurra, di una filiale orobicotorinese a concorrenziare le metropolitane Inter e Milan. E partite senza neanche un atomo di cattiveria, e Juve più forte ovviamente in attivo nel bilancio dei confronti. Poi le cose sono cambiate eccome, intanto che Gasperini – torinese della banlieue - da apprezzatissimo allenatore delle giovanili juventine è diventato guru dei nerazzurri bergamaschi

E per la sfida attuale anche una sorta di gemellaggio non gradito, la frequentazione del duplice problema argentino: nel senso che Dybala e Gomez, sudamericani connazionali, sono entrambi in periodo di tensione tecnicoeconomica con i loro club, così da fare apparire quasi provocatoria la definizione di Joya, gioiello, frequentata per il primo dai tifosi della Juventus e stonato il coro quasi liturgico “Habemus Papu” che sino a poco fa scendeva per il secondo, detto appunto Papu, dalle gradinate dell’Atalanta. I due a colloquio, pensiamo non in italiano, sul prato prima del match, i due in panchina dove la Juventus fa pure accomodare Chiellini, a certificare l’attesa fiduciosa per il suo si spera sollecito e pieno recupero.

Juve 4-4-2 Atalanta 3-4-2-1, per i primissimi minuti sembra una disfida fra scapoli e ammogliati ma di serie B, Pessina e Ronaldo rischiano di segnare e devono impegnarsi assai per non concretizzare in gol i regali dell’avversario. All’11' McKennie, Ronaldo e soprattutto Morata (tacco balordo) riescono a non mandare la palla dentro su omaggio orobico, poi la partita sale assai di tono tecnico (quello agonistico c’era già, ancorché con sbocchi sul ridicolo). Arthur deve uscire al 25’ dopo tre minuti di tenuta stoica in campo per via di uno scontro quasi cruento con Romero, entra Rabiot. Atalanta che ribatte ogni colpo, in tutti sensi. La Juventus ha meno Cuadrado del solito, in compenso McKennie dà un apporto grosso dietro e davanti. Non c’è una squadra più brava e forte e bella dell’altro, c’è Chiesa che alla mezz’ora fa giochi e giocolerie tra i difensori bergamaschi e spara da fuori area un pallone forte e preciso: 1 a 0 per la Juventus.

Reazione nerazzurra si capisce, Zapata è davanti a Szczesny che riesce a chiuderlo, quasi un miracolo buffoniano. Malinovskyi, deputato a fare scordare Gomez, mette alta una prima punizione, mira bene la seconda ma Szczeny para volando. Pessina spara fuori e finisce il tempo. Juve più composta e precisa, con più Morata che Ronaldo. Atalanta più energica e irruente specie nei contrasti. L’arbitro Doveri propenso a lasciar giocare. Dall’avvio quasi comico si è passati abbastanza in tempo ad uno spettacolo di livello alto, come da previsioni. Il punteggio pro Juve del primo tempo premia un gran tiro del singolo sostenuto  comunque da un buon gioco di tutti  i compagni. L’Atalanta non ha trovato e  neanche cercato (punizioni a parte) quel tiro, ma non ha sfigurato. Anzi.

Secondo tempo, Gomez, che da spettatore si divertiva e canticchiava (dicono)  l‘inno bianconero ai compagni in campo entra a sostituire Pessina. Quasi subito Chiesa raddoppia, stavolta da vicino, ma l’arbitro ha appena fischiato per interrompere il gioco, con Gollini che ha preso una pallonata in faccia da ko. Al 12’ il pari dell’Atalanta, comandato dal dio dell’equilibrio, che presiede alle vicende  della partita: Freuler tiracchia neanche male, il portiere bianconero gli dà un aiutino. Al quarto d’ora Doveri diventa meno tollerante e fischia un rigore contro l’Atalanta, per trattenuta leggera di Hateboer su Chiesa. Gollini para facilmente, sdraiandosi sulla sinistra, il basso pallone fiacco di Ronaldo, che così dà la stura agli statistici dei suoi penalty realizzati fatti o (pochissimi, l’ultimo nel 2019 davanti a Sorrentino del Chievo) sbagliati. Ammonito Gasperini che deve avere tempeste dentro. Gollini si esalta ancora su Morata, Gosens in acrobazia circense, con piede alzato al cielo, va vicino al gol dei gol per la Dea. La partita da bella si è intanto fatta bellissima. Szczesny strepitoso su strepitosa testata di Romero. Muriel per Zapata, Alex Sandro per Chiesa, in certi momenti c’persino più Atalanta che Juventus. La cronaca dice di una frenesia collettiva però in salsa tecnica ottima, Gomez si impegna allo spasimo, non ha un fisicaccio ma è fresco e lo fa sapere giocando calcio grande e grosso. Lo para bene Sczcesny, mancano 5’ più recupero e Dybala entra per Morata. E’’ poco convinto, comunque adempie al rito di una punizione cercando Ronaldo, che da un bel po’ si è messo all’opera per tornare se stesso dopo il rigore sbagliato, dando disposizioni ai compagni ed eseguendo un tiro (alto) dei suoi belli.

Sui cambi si può discutere, chi ha operato meglio fra Gasperini e Pirlo? Dybala poteva fare il Gomez? Il migliore comunque per noi Hateboer, se si vuole una mezza novità. E subito dopo i due portieri.




IL TABELLINO

Juventus-Atalanta 1-1
Marcatori
: pt 29' Chiesa (J); st 12' Freuler (A).
Assist: pt 29' Bentancur (J).
Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Danilo; McKennie, Bentancur, Arthur (26' pt Rabiot), Chiesa (30' st Alex Sandro); Morata (39' st Dybala), Ronaldo. A disp. Buffon, Pinsoglio, Dragusin, Frabotta, Ramsey, Bernardeschi, Portanova, Kulusevski, Da Graca. All. Pirlo.
Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Djimsiti, Romero, Palomino; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Malinovsky (26' st Miranchuk), Pessina (8' st Gomez); Zapata (26' st Muriel). A disp. Rossi, Sportiello, Sutalo, Lammers, Mojica, Depaoli, Gyabuaa, Diallo. All. Gasperini.
Arbitro: Doveri di Roma1.
V.A.R.: Irrati di Pistoia.
Ammoniti: pt 38' Romero (A); st 1' Rabiot (J), 7' De Roon (A), 15' Morata (J), 35' McKennie (J).