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    Addio a Pino Wilson, Manzini: 'Un leader naturale. Non si è negato mai a nessuno'

    Addio a Pino Wilson, Manzini: 'Un leader naturale. Non si è negato mai a nessuno'

    • Tommaso Fefè
    Tra i presenti alla camera ardente per Pino Wilson in Campidoglio c'è anche Maurizio Manzini. Lo storico team managere della Lazio, già parte della famiglia biancoceleste ai tempi del primo scudetto - sebbe in altre vesti all'epoca - ha ricordato così Il Capitano di quella squadra Campione d'Italia '74:

    PUNTO DI RIFERIMENTO "Pino era, come dicono gli inglesi, un naturally born leader. Non aveva bisogno di imporre la propria personalità con prevaricazione. Nonappena lo conoscevi, subito avevi l'impressione di avere davanti un punto di riferimento, per quello che rappresentava. Ogni singolo componente della squadra si rivolgeva a lui se c'era un consiglio da chiedere e lui non si è mai negato a nessuno. Era anche molto generoso e che se c'era bisogno di una mano era il primo a darla e a sollecitare altri a darla a loro volta".

    UN BUONTEMPONE IN CIELO "Ci lascia un ricordo che non si spegnerà mai. Un esempio. Di lui non si può non parlare bene, per quello che ci ha insegnato e per quello che ci ha lasciato in diverse fasi della sua vita. Non per niente era uno dei prediletti del grande Tommaso (Maestrelli, ndr). Ora ha raggiunto gli altri che già se ne sono andati. Frustaluppi, Re Cecconi, Chinaglia... Posso solo sperare che mentre noi parliamo lui stia architettando, come favea spesso - perché era anche un buontempone - qualche scherzo ai danni di qualcun'altro lassù con loro a riempire il firmamento biancoceleste".

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