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Stavolta è finita davvero e tutte le parti in causa credo ne siano felici. La storia tra Icardi e l’Inter assomigliava a quelle storie d’amore piene di passione ma tirate avanti con il rancore delle cose che nonostante la volontà sono e rimangono irrisolvibili. Icardi e l’Inter si sono amati da giovanissimi, si sono corteggiati e hanno iniziato un percorso insieme che sembrava destinato ad essere lungo e duraturo.

Mauro all’inizio ha aspettato il suo turno, poi ha cominciato a giocare e a segnare senza fermarsi più, due volte capocannoniere, l’ingresso di prepotenza e diritto nei migliori 10 cannonieri della storia nerazzurra e infine la fascia di capitano. Sembrava tutto rose e fiori, sembrava la nascita di una nuova bandiera, di un numero nove da ricordare per sempre come grande giocatore e simbolo di questi anni interisti. Lui argentino come IL CAPITANO, quello vero, poteva senza i successivi sbandamenti scrivere il suo nome tra i ricordi belli dei tifosi interisti. 
Ma il sogno dopo qualche anno si è trasformato in un incubo. Mauro ha perso l’amore per l’Inter nel momento in cui ha trovato un amore più grande, quello per Wanda.

Icardi si è messo completamente nelle mani della moglie/procuratrice lasciando a lei il compito di gestirlo in tutto e per tutto. E allora ecco arrivare il libro delle controversie con conseguente rabbia dei tifosi con cui, da quel momento, ha rovinato ogni possibile buon rapporto. Arrivano poi i litigi con la società per i continui rinnovi di contratto, le mezze frasi sibilline di Wanda condite da malizia volontariamente poco nascosta.

Finito? No, ci sono poi i comportamenti da star nello spogliatoio, le foto social, invadenti e fastidiose a maggior ragione se sei il capitano della squadra fino a sconfinare nella telenovela a puntate di Wanda ogni settimana nei salotti di Tiki Taka. Da li in poi dell’Inter e di Mauro si sapeva tutto, vita morte e miracoli. Appiano diventò il centro del set di una soap con intrecci e intrighi. I protagonisti? Marotta, Spalletti, Ausilio e i compagni di squadra sempre raccontati dalla saggia “penna” di Wanda.
Rotto tutto quello che poteva essere, rotto per sempre l’amore tra Mauro e i nerazzurri. Mauro che già flirtava tramite Wanda con la Juve e lo faceva da capitano dell’Inter. Assurdo pensare di poter solo ricomporre la frattura ormai evidentemente insanabile.

A Parigi Icardi ha ritrovato sé stesso, l’Inter ha riacquistato pace e serenità almeno fuori dal campo.
Non si parla più infatti delle bizze del ginocchio dell’ex capitano ma del gioco e dei risultati in campo buoni o cattivi che siano. 
Lukaku ha preso la maglia numero nove e non ha fatto rimpiangere chi la indossava prima di lui, anzi.

Il rimpianto c’è per quello che poteva essere e non è stato ma più grande è il sollievo per aver concluso un calvario che poteva diventare alla lunga davvero snervante. Maurito rimane quindi al PSG e da adesso in poi il suo nome non sarà mai più legato ai colori nerazzurri. A 28 anni ha davanti ancora tanti anni di carriera ma sarei bugiardo a pensare che non rimpiangerà mai la sua “non gestione” degli eventi. Amava Milano ed era il centro del progetto interista da cannoniere e capitano e ha buttato via tutto. Per cosa? Il tempo è galantuomo e forse un giorno lui, che non parla mai se non attraverso la moglie, ci spiegherà il suo punto di vista e le sue ragioni. Intanto l’Inter si trova con un grosso problema in meno e 60 milioni in più. Un bel sospiro di sollievo Marotta e Ausilio ora lo possono davvero prendere.