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La panchina di Milan Skriniar ha una sola spiegazione: trattativa possibile, c'è mercato di mezzo. Più di ogni scelta tecnica, certamente alla base del match con la Fiorentina che ha premiato D'Ambrosio; ma Antonio Conte non ha lanciato il difensore nella sua Inter alla prima a San Siro perché sa bene che in realtà c'è una trattativa reale col Tottenham, nonostante le smentite. Che hanno ragione di esistere perché l'Inter non ritiene Skriniar un esubero, ma un pezzo pregiato che parte solo a condizioni importanti. C'è di mezzo anche una questione di principio, ovvero: come il Tottenham ha preteso 27 milioni per Eriksen a gennaio, lo stesso farà l'Inter con lo slovacco.

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CIFRE E SOSTITUTO - In questo caso la cifra è ben diversa, perché l'Inter parte da 60 milioni e al massimo può scendere a 50 milioni più bonus per privarsi di Skriniar. Altrimenti rimarrà dov'è, una linea di pensiero molto chiara. Così è stata avvisata la dirigenza degli Spurs volata a Milano nei giorni scorsi, ora in fase di valutazione a Londra con Mourinho dopo aver abbandonato il piano B, ovvero Rubén Dias che andrà al Manchester City. Investire su Skriniar o cambiare obiettivo? Lavori in corso, l'Inter ha fissato le condizioni e si aspetta un'offerta, Conte non ha negato che sarà valutata. Se Milan andasse via, al suo posto l'idea è di riprovarci davvero per Nikola Milenkovic con la speranza che Commisso chieda meno dei 40 milioni attuali, altrimenti Smalling e Kabak diventerebbero i nomi più credibili. Ma non è escluso che Skriniar resti: è tutto in mano agli Spurs, otto mesi dopo il tira e molla su Eriksen le posizioni si sono capovolte.