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Davanti al «golazo» di Sergio Aguero che ha salvato l'Argentina, non hanno esultato 8.857.871 persone: l'intera popolazione della Bolivia più Beppe Marotta, l'ad della Juve che quel giocatore sta trattando da settimane, e che la prossima volerà a Madrid, residenza Atletico, per sigillare l'affare. O questo s'augurava. «Deciderò il mio futuro dopo la Coppa America», ha invece frenato l'argentino. Sarà dunque un po' più dura, come se già non lo fosse: con quel destro incrociato, «El Kun» ha lucidato in mondovisione le sue doti, e qualche acquirente s'è di nuovo fatto avanti, come il Real Madrid. «Kun, unico heroe en el lìo», l'unico eroe nel pasticcio, era lo spot del quotidiano argentino «Clarin». Con Messi, Tevez e compagnia nei guai, ad Aguero è bastata mezz'ora per scacciare l'incubo. Entro la fine del torneo, davanti alla vetrina della Coppa America, potrebbe radunarsi una discreta folla, oltre la Juve, come succede in questi tempi di saldi nostrani: solo che laggiù non fanno sconti, e a ogni gol, le quotazioni s'impennano.

L'alto rischio per la Juve, allora, è che il negozio si trasformi in una sala di Christie's: e andare all'asta con lo sceicco Al Mansour (Manchester City), il petroliere Roman Abramovich (Chelsea) o Florentino Perez (Real), raramente è un buon affare. Con fin troppa calma, la Juve ha da tempo formulato la sua offerta: 25-30 milioni di euro in contanti, con la possibilità di inserire nella trattativa un giocatore, da Tiago a Storari. L'Atletico Madrid, invece, è disposto a scontare la clausola rescissoria di cinque milioni, abbassandola a 40: ancora troppi. Chissà se è una cifra esagerata pure per Florentino Perez, uno che lanciò lo shopping dei galacticos: per nome e prezzo d'acquisto. Dalla Spagna narrano che il Real abbia chiesto a un istituto bancario l'apertura di una linea di credito per 45 milioni. Quando si dice il caso. Pensare che, fin qui, la Juve non s'era preoccupata troppo della concorrenza merengues, per questioni di rivalità cittadina: «Mai venderemo Aguero al Real», aveva ripetuto più volte Miguel Angel Gil Marin, azionista e ad dell'Atletico. Anche dall'altra parte avevano scelto il fair play: «Aguero non ci interessa», aveva detto Don Florentino. Aveva. Pure perché pare non spiri aria da guerra civile, a Madrid: più che l'onore, potrà il denaro, per un club dalle finanze scricchiolanti. Secondo un sondaggio del sito on line del quotidiano sportivo «As», il 76% dei tifosi dell'Atletico (su 65.000 contattati) preferisce vendere Aguero al Real per 45 milioni, piuttosto che a un altro club per meno quattrini. Voto sottoscritto dal nuovo tecnico, Gregorio Manzano: del resto, con il ricavato della vendita, il club gli ha promesso Giuseppe Rossi e il portiere Diego Lopez. E qualche moneta avanzerebbe in cassa. «El Kun» ha un bell'indice di gradimento anche dentro il villaggio ora nemico: secondo lo stesso sondaggio, il 61% dei tifosi Real preferisce Aguero al brasiliano Neymar. Forse ha cliccato il pc anche Mourinho: «Aguero è un ottimo giocatore - aveva detto qualche giorno fa José - ma è dell'Atletico. E il Real non è solito contattare i giocatori, prima di avere l'accordo con i loro club». Cioè: lo prenderei.

Detto che il prezzo potrebbe diventare proibitivo, la Juve può però offrire il salario migliore, sui 7,5 milioni a stagione, contro i 6,5 attuali. Il Real, sostengono i giornali spagnoli, non sarebbe in grado di garantire pari retribuzione: al momento concede infatti due stipendi stellari, a Cristiano Ronaldo e a Kakà (sui 9 milioni), mentre gli altri uomini deluxe, da Benzema a Higuain, viaggiano attorno ai 4,5. «El Kun», al massimo, potrebbe lucrarne 5. In ogni caso, gli andrà di lusso.