Non siamo di fronte solo a una vittoria storica, nemmeno a una qualificazione straordinaria: siamo di fronte all’annuncio della rinascita di un nuovo calcio in Europa, il calcio dell'Ajax. Quattro a uno al Bernabeu, disfatto il Real Madrid dentro 90 minuti pazzeschi, giocati a ritmi folli, con una tecnica inarrivabile, con una organizzazione unica nel continente. Aveva dominato anche all’andata, ma allora la furbizia e l’esperienza del Real avevano consentito a Solari di vincere la partita. Stavolta no. Stavolta l’Ajax ha sbriciolato una squadra che, dopo 8 edizioni consecutive, non andrà ai quarti di Champions League. L’Ajax ha messo la parola fine alla stagione del Real Madrid di Solari, probabilmente al ciclo di questa squadra un tempo straordinaria, adesso messa alla berlina di fronte alla sua gente. Questa è stata la 14esima sconfitta della stagione, una delle crisi più nere della sua storia. 

IL GIOCO - Non c’è stato un settore, una zona, una zolla del Bernabeu dove l’Ajax non abbia dominato. In questa squadra tutti sanno fare tutto: i due difensori centrali Blind e de Ligt impostano il gioco come due registi di ruolo, i due terzini Mazraoui (ammonito e già diffidato, salterà i quarti) e Tagliafico che trasformano le due fasce in piste da discesa libera, i tre centrocampisti che conoscono un solo calcio, quello universale: difesa, regia, rifinitura, rimorchi. E davanti un giocatore che a trent’anni ha raggiunto un livello incredibile, il serbo Tadic, accompagnato da Ziyech e Neres, due esterni dotati di una tecnica assoluta. Tadic ha fatto due assist che definire tali è riduttivo, e un gol-capolavoro. Ma in questa squadra c’è il marchio di un allenatore destinato a una grande carriera in Europa, Erik Ten Hag. Il suo calcio si può sintetizzare in un concetto: ci si difende solo attaccando. Fra l’andata e il ritorno, la sua lezione di calcio è stata clamorosa, in quei 180' non solo ha strameritato la qualificazione, ma ha mostrato a tutti che una squadra con forza, entusiasmo e idee può battere (in questo caso stracciare) una squadra di campioni. 

OLTRE IL REAL - Ciò che l’Ajax aveva mostrato ad Amsterdam, facendo girare la testa al Real, ovvero un calcio che toccava il punto più alto della tecnica alla massima velocità e con la migliore organizzazione, si ripeteva a Madrid. Ma se all’andata la squadra di Ten Hag era stata troppo magnanima con i madridisti, sbagliando una serie infinita di occasioni da gol, stavolta è diventata più concreta. E anche più fortunata. L’Ajax ha segnato dopo 7 minuti e dopo che Varane, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, aveva centrato la traversa con un colpo di testa. L’azione che ha portato al primo gol era un classico del calcio dei Lancieri: recupero palla a metà campo di Ziyech su Kroos, attacco del marocchino, scambio con Tadic e conclusione dello stesso Ziyech di interno sinistro sul palo più lontano. 

AJAX PAZZESCO - A quel punto il Real era ancora qualificato, ma la partita gli stava scappando di mano proprio come ad Amsterdam. Per evitare che accadesse, la squadra di Solari era partita con un tono aggressivo, ma si è subito liquefatta. Kroos ha sbandato ancora, in fase di impostazione e di rifinitura, dietro l’assenza di Sergio Ramos (che aveva lottato come un leone ad Amsterdam) si è fatta sentire e l’Ajax ha colpito ancora con un gol di una bellezza stratosferica. Dusan Tadic, serbo di trent’anni, ha preso palla intorno alla linea di metà campo, ci ha danzato sopra, con una rouleta da stropicciarsi gli occhi, con cui si è liberato del suo avversario, ha toccato per Neres che ha saltato nello stesso taglio Modric e Courtois, e ha fatto il 2-0. Avete letto bene: su Neres, in area madridista, c’era Modric, la difesa stava sbandando. 

DUE CAMBI SUBITO - In una crisi già così profonda, sono arrivati altri due colpi durissimi per Solari. Prima (al 28') si è fatto male Lucas Vazquez ed è entrato Bale fra i fischi del Bernabeu che da tempo non ama più il gallese, poi (35') è toccato a Vinicius uscire fra le lacrime per un altro infortunio e al suo posto Solari ha messo Asensio. Prima della fine del primo tempo il Real aveva dovuto cambiare due terzi del suo attacco. L’Ajax ha avuto altre due occasioni, con Ziyech e Tadic, ma Courtois con due paratone ha tenuto la sua squadra in partita. Non era una serata fortunata per il Real e la conferma è arrivata col palo pieno centrato da Bale nel finale del primo tempo. 

DI UN ALTRO PIANETA - L’Ajax ha cominciato la ripresa come il primo tempo. Attaccando con furia e qualità. Al 17' Tadic ha segnato un gol che per bellezza potrebbe entrare nella storia del Bernabeu. Mazraoui ha strappato palla al tenero Reguilon, è balzato nella difesa madridista, scambi rapidi, pallone controllato da Tadic sulla linea dell’area di rigore, se l’è spostato sul sinistro e di sinistro l’ha messo nel sette. Sul 3-0 è arrivato l’unico momento in cui l’Ajax ha sbagliato, sentendosi già la qualificazione addosso. Ed è stato punito da Asensio. Era il 25', sono passati due minuti e una punizione laterale, bella e beffarda di Schone, ha chiuso il conto: Courtois nell’occasione era fuori porta. E’ finita ancora peggio del 4-1, con l’espulsione di Nacho. Ai quarti l’Ajax è da evitare. 


Real Madrid-Ajax 1-4 
REAL MADRID (4-3-3): Courtois 5.5; Carvajal 4.5, Nacho 3.5, Varane 4.5, Reguilon 4; Kroos 3.5, Casemiro 5 (43' s.t. Valverde s.v.), Modric 5.5; Lucas Vazquez 5.5 (29' p.t. Bale 5), Benzema 5, Vinicius 5.5 (35' p.t. Asensio 5.5). A disposizione: Navas, Marcelo, Ceballos, Vallejo. Allenatore: Solari 3.5. 
AJAX (4-3-3): Onana 7; Mazraoui 7 (35' s.t. Veltman s.v.), de Ligt 8, Blind 8, Tagliafico 7.5; van de Beek 7.5, Schone 8 (28' s.t. De Wit s.v.), de Jong 8; Ziyech 8, Tadic 9, Neres 8 (28' s.t. Dolberg s.v.). A disposizione: Varela, Sinkgraven, Huntelaar, Labyad. Allenatore: Ten Hag 9. 
ARBITRO: Brych (Germania) 6.5. 
MARCATORI: 7' p.t. Ziyech (A), 18' p.t. Neres (A), 17' s.t. Tadic (A), 25' s.t. Asensio (RM), 27' s.t. Schone (A). 
AMM0NITI: 26' p.t. Mazraoui (A) per gioco falloso. 
ESPULSI: 48' s.t. Nacho (RM) per doppia ammonizione.