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Edi Rama ha conquistato gli italiani. Il primo ministro dell'Albania ha dichiarato in un'intervista a Tuttosport: "Ricevo con onore e umiltà gli apprezzamenti dall'Italia. Noi albanesi ci sentiamo parte del vostro Bel Paese. Il nostro gesto non è semplicemente solidarietà tra popoli, ma familiarità tra due vicini che vivono nello stesso cortile". 

"Siamo in una guerra mondiale contro il coronavirus. Non abbiamo mai combattuto né sentito parlare di una guerra che si vince solo difendendosi. Qui il catenaccio può servire fino a un certo punto, perché se non siamo in grado di uscire dalla nostra area di rigore, saranno dolori ancora più grandi di quelli che stiamo vivendo. Incredibile che non si vede ancora all'orizzonte un tavolo per parlare di questo dramma a livello europeo o addirittura a livello mondiale. Non si parla di contrattacco per vincere, ma solo di mascherine, respiratori e via libera agli Stati per aumentare il proprio debito! Qui ci vuole un’Europa sacchiana, dove gli Stati campioni giochino per la squadra, con tutti a difendersi a zona e tutti ad attaccare a valanga! Marcando a uomo il virus. Se restiamo chiusi nelle nostre frontiere e giochiamo come i Galacticos di quel Real Madrid che vinse poco o nulla, non solo l’Europa, ma nessuno arriverà a vincere niente. Le persone devono stare a casa, invece gli Stati non possono stare a casa se vogliono vincere questa guerra". 

"Giocavo a basket, facevo il pivot e il mio idolo era Dino Meneghin
. Lo sport mi ha insegnato tanto a livello di mentalità e di strategia, e ho sempre seguito le grandi squadre e i grandi coach per migliorarmi. Ho imparato molto e sono grato a tanti di loro, José Mourinho e le sue autentiche masterclass in primis". 
"Ho imparato molto dalla Juventus, alla quale sono legato fin da bambino e che in diversi momenti è stata per me una scuola su come fare quadrato per vincere. La Juve è per me l’emanazione dello spirito vincente anche quando le previsioni di buon senso dicono il contrario. Ho un paio di giubbotti di squadre che mi hanno aiutato nel mio allenamento mentale. I calciatori bianconeri hanno deciso di tagliarsi l’ingaggio? È la forza di quello spirito di cui dicevo prima e che fa della Juve una religione, non una semplice grande squadra di calcio". 

"In questi giorni non ho sentito il presidente Andrea Agnelli, ci siamo visti una volta ma non ci conosciamo. È un grande, perché convivere con il mito dell’Avvocato è veramente un’impresa di grande visione e straordinaria convinzione. Chapeau. A Roma ho conosciuto Buffon e Cristiano Ronaldo, dei 'bambini colossi'. Uomini con un cuore enorme grazie al ricordo sempre molto forte in loro di quello che erano quando non erano nessuno. Il mio giocatore preferito è stato, è e sarà sempre Dino Zoff. Nel mio Governo vorrei Chiellini agli Interni e Bonucci alla Difesa".