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Il catalogo è questo: Monet, Magritte, Chagall, Pissarro, Matisse, Degas, Modigliani, Severini (due), Van Gogh (idem), Grosz, Ligabue, Renoir. E poi: Utrillo, Boccioni, Segantini, Manet, Cézanne, Balla (tre). E ancora: Kandinskij, Toulouse Lautrec, Picabia, De Nittis, Signac, Picasso, Mirò. Un 'museo' in vendita, che dopo essere stato esposto al pubblico questa sera verrà battuto nella sede milanese della celebre casa d' aste fiorentina Pandolfini.

Come si legge su La Stampa, i "Tesori ritrovati - Impressionisti e capolavori moderni", che il catalogo indica pudicamente in arrivo «da una raccolta privata», sono in realtà una vendita giudiziaria, e la collezione cui appartenevano è quella di Calisto Tanzi.

Lui, il patron della Parmalat, l' uomo più detestato dai risparmiatori italiani, condannato ad anni di galera per aggiotaggio, bancarotta fraudolenta e così via. I quadri furono recuperati in imprecisati nascondigli svizzeri o anche nel garage dell' imprenditore, poi sono rimasti in deposito alla Galleria nazionale di Parma. Adesso, a quasi 16 anni dal crac, vanno all' asta: il ricavato andrà agli innumerevoli creditori. Un' asta giudiziaria si è già svolta a Parma per i pezzi meno pregiati della collezione Tanzi.